Se proprio non si può vietare il matrimonio...

...che almeno gli omosessuali non ne siano immeritatamente esentati.


DISCLAIMER: Questo testo contiene dosi massicce di relativismo. Se siete allergici mantenetevi ad una certa distanza dal monitor. Se non sapete cosa significhi "relativismo" provate a leggere le prime venti righe ma con molta cautela.


Mentre scrivo, il "matrimonio" tra omosessuali è l’argomento del giorno: c’è stato recentemente un gay pride a Milano, c’è stata appena pochi giorni fa una manifestazione in Spagna contro l’estensione di questo diritto, se ne parla, se ne scrive, se ne legge un po’ dappertutto. A voler essere sinceri comincio a credere che l’argomento sia un po’ sovraesposto, nonostante la sua importanza, e che tra breve verrà ridimensionato.
Nel frattempo, devo ammettere che esprimo la mia opinione con un certo imbarazzo. Non qui, dove potrei tranquillamente esimermi, ma nel mondo atomico dove mi trovo a dover ascoltare cumuli di fesserie ed io non riesco a tenere a freno la lingua. Mi sento in imbarazzo perché non sono molto omosessuale, e quindi mi scoccia fare l’avvocato difensore o l’attivista dei cazzi altrui; mi par sempre di fare il presuntuoso, come se gli omosessuali non fossero perfettamente in grado di difendere i propri diritti da soli. Però c’è la solidarietà. E c’è il fatto che a starmene zitto mentre la gente attorno spara vaccate mi si blocca la digestione.
Mi sento anche in imbarazzo perché a me la questione pare di una semplicità lampante: se due persone consenzienti decidono di stare assieme e regolamentare la propria unione sotto il punto di vista giuridico ed amministrativo, qualsiasi sia la ragione che li spinge a fare questa scelta, perché negare loro questo diritto?
Io sono contrario al matrimonio come istituzione, sia civile che religiosa, ma non trovo valide ragioni per limitare la libertà degli altri. Io farò quello che mi pare, magari cambierò idea. Gli altri, uguale. Qual’è il problema?
Che la famiglia deve essere composta da un uomo ed una donna? Checché ne dicano i tradizionalisti, questa è una costruzione sociale. Tutto quello che riguarda la società umana è frutto di molti e diversi processi di costruzione sociale: non c’è nessuna regola assoluta o "naturale" che ci obblighi a vivere in un modo piuttosto che nell’altro. Ci sono regole sociali, e si può dire che se nel corso dei millenni questa forma di famiglia fondata sulla coppia eterosessuale si è diffusa a livello pressoché planetario significa che assolve in modo efficiente a determinate funzioni. La prosecuzione della specie, soprattutto. Ammesso che questo sia un valore determinante, il matrimonio omosessuale non la mette affatto in pericolo, dato che se uno è omosessuale ha più o meno le stesse probabilità di riprodursi che sia o meno sposato.
E’ una cosa contronatura? Solo nel senso della riproduzione, ma la natura è una realtà così vasta e varia che è difficile stabilire cosa vi sia "contro". Gli animali domestici e da allevamento non esistevano in natura, sono una "creazione" umana. Le automobili ed i loro gas di scarico, le fabbriche ed i loro fumi e scarichi, la televisione, i vestiti, lo stato, la religione, gli occhiali, sono tutte cose che non esistono in natura e che a volte concorrono a distruggere un presupposto ambiente "naturale". In natura la maggior parte degli animali va vita di coppia solo durante la copula o al massimo durante l’infanzia dei cuccioli: la famiglia è una creazione umana. Niente feste di compleanno, pranzi di nozze, crisi di gelosia, complessi rapporti padre-figlio tra gli altri mammiferi. Gli omosessuali, al contrario, non sono stati inventati.
In una prospettiva cosmica, senza tralasciare un falso senso di ottimismo per il futuro, è la specie umana ad essere contro la natura.
La famiglia è stata inventata dall’uomo, quindi si ha tutto il diritto di cambiarla. Non mi sembra che la società, dopo tutto, funzioni così bene da dover rifiutare qualche piccolo cambiamento che secondo me la farebbe anzi migliorare - perché dove si estende la libertà c’è miglioramento.

Capitolo a parte l’adozione da parte delle coppie gay. Se qualsiasi idiota ha il diritto di sbagliare il salto della quaglia sul sedile posteriore di una golf e diventare genitore, non vedo la ragione perché una coppia omosessuale non possa crescere un bambino. A parità di condizione con le coppie etero, cioè dopo gli adeguati controlli per assicurarsi che il loro sia un desiderio meditato e non un capriccio egoistico, che abbiano quelle capacità che si presume dovrebbe avere un genitore e che nessuno sa bene quali siano. Magari facessero questi controlli anche alle coppie che non hanno bisogno di adottare, ci sarebbero un sacco di vasectomie in più e di persone incasinate in meno. I bambini adottati verrebbero presi in giro a scuola? Certo. Se davvero ci tenessimo ad evitarlo potremmo ad esempio smetterla di spacciare l’omosessualità come una malattia mentale, un peccato mortale o peggio. Ad ogni modo, tutti i bambini vengono presi in giro a scuola e la maggior parte dei genitori non sa neppure perché: almeno in questo caso lo saprebbero e potrebbero stare più vicino a loro figlio. Il bambino si sentirebbe "confuso" dal fatto di non avere un modello femminile (o maschile) di riferimento? Conosco un sacco di persone che sono cresciute in famiglie orribili, perfettamente e legittimamente composte da una coppia eterosessuale. Senza voler citare gli eccessi, parlo di padri che lavorano dodici ore al giorno e dei figli si ricordano a malapena il nome, che trattano le mogli come serve o minus habentes, madri che passano le giornate tra manicure e shopping dopo aver parcheggiato il pargolo da qualche parte o davanti alla televisione, genitori che ricordano in continuazione al figlio, con le parole o con i fatti, come egli non fosse desiderato e non sia bene accetto, genitori che scaricano sul figlio le proprie ambizioni represse rovinandogli la vita mentre cercano di indirizzarla verso un qualche loro obbiettivo. Evitando di citare gli eccessi, ripeto, che purtroppo non sono pochi. Sono cresciuti bene? Alcuni sì, nonostante tutto. Altri no. Non credo che una coppia omosessuale saprebbe fare di peggio.

(P.S.: Sono stato bravo, per una volta non ci ho infilato dentro nessuna tirata contro i cattolici. Comunque consiglio la lettura di questo splendido post, anche nella versione originale in spagnolo, se preferite. E sono stato anche troppo sintetico, lo so.)


Voglia di sicurezza

Sicurezza, si sente un gran bisogno di sicurezza in giro. "Sicurezza" è una delle parole d’ordine più à la page del momento, assieme a "casa nostra", "recessione" e "fecondazione". Non potendo rimanere sorda ai gorgoglii intestinali dei cittadini, l’autorità appronta lestamente una risposta a questo bisogno di sicurezza, come una mamma che infila una felpa al pargoletto quando uno dei due ha freddo. Ecco dunque schierato per la nostra sicurezza un esercito di vigilantes, poliziotti di quartiere, micropoliziotti, informatori, carabinieri in borghese, nonni-vigile, cognati-finanzieri, parroci-digos. Armati, per la nostra sicurezza, di telecamere. Microfoni da intercettazione. Autovelox. Gilet catarifrangenti. Pistole ad acqua spegni-sigarette. Manganelli per i più riottosi.
Dovremmo quindi sentirci sufficientemente sicuri, grazie a tutta questa gente. Dovremmo. Ma.
Quando sbircio il mio boccheggiante conto in banca alla fine del mese, quando sento parlare ruini alla radio, quando leggo gli articoli della fallaci, quando parlo con molta gente che mi gironzola attorno, non è dei rom, degli albanesi, dei pedofili, degli omosessuali, dei terroristi arabi o delle mamme assassine che ho paura.
Datemi la sicurezza, ma quella che voglio io. Datemi la sicurezza che se tra un anno o dieci deciderò malauguratamente di metter su famiglia avrò una ragionevole possibilità di farlo. Datemi la sicurezza che per i miei eventuali figli votare avrà ancora un senso. Datemi la sicurezza che nessuno dei miei amici verrà mai mandato in qualche parte del mondo a farsi sparare perché l’Eni possa aprire una nuova filiale. Datemi la sicurezza di potermi dichiarare ateo senza subire rappresaglie. Datemi la sicurezza che io ed un milionario, un vescovo, un carabiniere, di fronte alla legge italiana siamo uguali. Datemi almeno la sicurezza che se mi verrà una carie (non dico un cancro, eh) potrò farmela curare senza dover chiedere soldi in prestito alla banca.
Non chiedo molto. In fondo queste sicurezze io una volta ce le avevo. Me le avete scippate. Ed in giro non c’è neanche un padre costituente di quartiere da poter chiamare.


Non facciamoci prendere

Stato pontificio


Inspirare, espirare.
Interiorizzare, lutto.
Ricominciare, lotta.
Segnarsi questa data nel calendario.
Inspirare.
Espirare.

Sono una specie di santissimo guru del cazzo. L’unico punto calmo in mezzo alla bufera. L’occhio del ciclone. Inspiro. Eeeespiiiro. Vedo il mio animale guida.
Controllo il mio battito cardiaco.

Inspiiiiirooooooh...


...scusate, devo andare un attimo a bruciare una chiesa.
Poi espiro.


Al confronto, il polacco era Che Guevara

12/13 giugno: referendum

...o forse no.


Referendum: rapito l’ex papa

12/13 Giugno: referendum
Con il cuore in gola vi riporto una foto ed una lettera che mi sono state recapitate anonimamente via e-mail. Non sono in grado di garantirne l’autenticità e non mi ritengo in alcun modo coinvolto nel contenuto del messaggio, del quale mi faccio latore solo per non rischiare un aggravamento delle condizioni dell’ostaggio assolvendo così al mio dovere civico di pubblico informatore. Data la gravità della situazione, potrebbe essere opportuno diffondere il comunicato quanto più possibile, tramite i mezzi a vostra disposizione.

"Il vostro amato sig. Karol Wojtyla, noto anche come Giovanni Paolo 2, si trova attualmente sotto la Mia custodia. La foto allegata vi convinca che non si tratta di millantazione, Wojtyla è mio prigioniero ed anche se al momento gode di buona salute (in effetti, sta addirittura meglio di quando Me lo avete consegnato) non Mi è possibile garantire che tale condizione persista in futuro. E’ necessario che voi sappiate che il suo destino dipende esclusivamente e fino alle estreme conseguenze dal raggiungimento del quorum nei referendum del 12 e 13 Giugno 2005; se tale quorum non sarà raggiunto, il sig. Wojtyla sarà da Me destinato al reparto punitivo dei Miei domini dove saranno pianto, stridore di denti, etc. etc. come da documento programmatico precedentemente pervenutovi.

Avrei preferito evitare l’impiego di strategie così apertamente aggressive e radicali, ma l’arroganza e la falsità dimostrate da numerosi Miei sedicenti rappresentanti terrestri Mi ha reso evidente come sia ormai necessario elevare il livello dello scontro portando l’attacco al cuore del sistema religioso e diffondendo senza intermediari le Mie ben determinate volontà.

Personalmente sono favorevole alla procreazione assistita, ma consapevole del funzionamento della pseudodemocrazia borghese da voi adottata non pretendo di influenzare direttamente il risultato del referendum; Mi limito ad esigere che i membri del Mio fan club esprimano a riguardo una propria libera opinione, dissociandoMi da chiunque si sia permesso di affermare il contrario.

Tengo infine a ricordare, nel caso le Mie volontà non vengano rispettate, come la Mia fama non sia dovuta né a clemenza né a pazienza: del resto, non è mai particolarmente saggio contraddire una Donna.

Vostra,

Dio."