17/5
2019

Due parole d’amore per i posteri

Più lo guardo, e meno capisco il fascino misterioso che Salvini pare esercitare su certa gente. Capisco lo sfogo, l’incazzatura, la rabbia primordiale ed antropofaga che spinge i suoi seguaci ad applaudirlo ai comizi: l’urlo e la bestemmia che ti assale dopo esserti chiuso il dito nella portiera dell’auto, qualcosa di istintivo ed animalesco che non risponde alla ragione. Capisco l’adorazione cieca di chi si è abbeverato per anni alla fonte della propaganda ed aspira solo a qualcuno che lo guidi per la cavezza. Capisco affidarsi a Salvini come la pecora si affida fiduciosa alla mano ferma del macellaio. Ma credere in lui? Persone intelligenti che affidano a lui il proprio destino? Salvini stesso non sa che farsene, del vostro destino.

Dai discorsi di Salvini non traspare una sola parola di speranza nel futuro, una sola possibilità di miglioramento, un barlume di prospettiva: né per l’Europa, né per l’Italia, né per il paesino a cui di volta in volta alliscia il pelo. Solo paura, odio, disperazione, frustrazione, solo volontà di distruggere, di reprimere, di rinchiudere, di eliminare. Non per niente ha fatto della ruspa il suo simbolo.

Salvini non è uno statista, non è neanche un politico. Non è neppure un oratore e gli mancano persino quei due soldi di carisma da venditore di tappeti che aveva quel dittatore pelato a cui molti lo accostano. Non arriva neppure alla scarsa statura morale del peggior farabutto che abbia calcato il suolo di questo Paese. È solo un opportunista capitato al potere per caso che cerca di rimanerci il più a lungo possibile, interessato solo al trogolo in cui caccerà il muso la sera. Salvini non farà la storia, perché non conosce la storia e non crede nella storia. Salvini è una pulce sul mantello della storia, un uomo meschino, con una visione politica meschina, adatto a tempi meschini.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.