19/12
2017

Nessuno mi può jedicare neppure tu

In una fredda serata invernale, sono andato con Pornorambo [SPOILER] novello sposo [/SPOILER] a guardarmi l’ultima produzione di casa Disney, ovvero l’ottavo episodio della saga di Star Uors ovvero Gli ultimi jedi. Come da tradizione natalizia seguirà un faceto resoconto dell’esperienza, senza nessun rispetto per chi dovesse ancora guardarselo. Suvvia, è già nelle sale da cinque giorni, cosa diamine avevate di più importante da fare? Vivere?

Dando fondo alle mie scarse riserve di compassione vi piazzo qui un bello

[SPOILER ALERT]

così se proseguite è esclusivamente a vostro rischio e pericolo.

Sarò breve.

Tanto tempo fa, in una galassia più vicina di quello che sembra, l’impero galattico era stato distrutto a spadate e la democrazia borghese era stata ripristinata grazie al repentino pentimento di un padre di famiglia discutibile, ai suoi figli con tendenze incestuose e ad un manipolo di coraggiosi quanto fastidiosi orsetti pelosi. Seppur basata su fondamenta così solide, la neonata Repubblica non sembra destinata a reggere a lungo: il Primo Ordine, che nell’episodio precedente sembrava l’equivalente galattico di quei redneck americani che si ritrovano a commemorare in costume le vittorie dell’esercito confederato ed aveva pure preso un sacco di mazzate, in un attimo di distrazione ha inspiegabilmente ripreso il controllo della galassia e reinstaurato la dittatura. C’è da dire che la maggior parte degli abitanti della galassia non sembra darsi particolarmente pena di questo cambio di regime, anche lì probabilmente hanno smesso da un pezzo di guardare i telegiornali e votano il Movimento Cinque Galassie in attesa di tempi migliori.

L’esercito ribelle è ridotto ad una manciata di soldatini spaziali sparpagliati su un pugno di navicelle, quando la loro ultima base viene scoperta dagli ordinovisti e costretta all’evacuazione. L’ardito pilota Poe Damerin, che tanto ci aveva allietato nell’episodio precedente con le sue pose da bellimbusto, nel primo degli innumerevoli scontri epici della pellicola decide di mandare al massacro quel poco che resta della sua flotta per distruggere un singolo bombardiere nemico, con la motivazione strategica che quel giorno si era alzato con le lune storte e doveva far esplodere qualcosa. Poe, infatti, è uno di quei simpatici guasconi con il grilletto facile che disdegnano le tattiche complicate e preferiscono risolvere ogni situazione problematica con un bel combattimento: un assalto imperiale, un’incomprensione con il proprio comandante in capo, un ritardo di cinque minuti nella consegna della pizza. È a causa di gente come lui che nella nostra galassia abbiamo inventato la legge marziale e gli ospedali psichiatrici, ed è a causa sua che in quell’altra galassia la flotta ribelle si trova ora a fronteggiare il Primo Ordine armata solo di battute di cattivo gusto e tanta buona volontà. Rimasti praticamente senza caccia e senza benza, non resta ai ribelli altra scelta che fuggire nell’iperspazio.

A proposito di persone con gravi problemi nella gestione della propria aggressività, a questo punto rientra in scena anche il semimalvagio Kylocal. Insultato ed umiliato dal suo maestro Snoke, un vecchio con la faccia di uno che ha dimenticato la safeword durante una seduta sadomaso particolarmente aggressiva, Kylocal prende finalmente atto che la sua maschera ronzante era troppo ridicola persino per un pupazzetto come lui e con la serenità che lo contraddistingue la schianta a mazzate contro la parete. So che dev’essere stato difficile per te, Kylocal, ma noi te l’avevamo detto fin da subito che quella bistecchiera in faccia non ti donava molto. Torvo e di pessimo umore, il giovane virgulto del Lato Oscuro può andarsene con i capelli al vento a guidare l’assalto alle navi ribelli fuggite.

Queste ultime vengono infatti immediatamente sgamate e ritrovate dai loro avversari grazie ad una nuova supercazzola ipertecnologica per trovare a lunga distanza gli oggetti smarriti, tipo quelle medagliette elettroniche per non perdere il cane che hanno una stella e mezza nelle recensioni su amazon. Kylocal scatena tutta la propria furia (o conoscendolo, un modesto 15% della propria furia totale) deciso a sterminare una volta per tutte la resistenza, ma quando inquadra nel mirino la propria stessa madre a bordo della nave ammiraglia la sua volontà vacilla e decide di risparmiarla. Casualmente, non considera che i suoi camerati non soffrono dello stesso complesso edipico e con un paio di missilate mandano sbrigativamente all’altra galassia tutta la plancia di comando della ribellione.

[Qui ci starebbe una scena in cui, mi dicono, il generale Leia si mette a volare nello spazio come Superman per tornare a bordo dell’astronave, ma io in quel momento ero uscito un attimo per andare in bagno e non voglio credere che ciò sia realmente avvenuto.]

Nel frattempo, riprendiamo il filo anche con Rei che dopo aver impiegato un intero film a ritrovare Liuk Skywalker cerca di convincerlo a tornare in battaglia o almeno, in seconda ipotesi, ad addestrarla come jedi. Liuk obbietta, a mio avviso giustamente, che se si è rifugiato a vivere in un convento di suore su un’isola altrimenti deserta a bere latte di tricheco e giocare con i pinguini forse - ma forse, eh - è perché non aveva tanta voglia di compagnia. Cosa deve fare di più un povero vecchio per far capire che vuole stare tranquillo, trasferirsi in Molise? Rei comincia allora a stalkerarlo in giro per l’isola e a rompere maldestramente i manufatti locali, lasciando intendere che non avrebbe smesso di importunarlo prima di aver ricevuto le attenzioni che sentiva di meritare in quanto giovane donna ed aspirante eroina della saga. Liuk, per quieto vivere, cede.

La battaglia tra ribelli ed ordinovisti entra intanto in una tediosa fase di stallo, con la resistenza che riesce a tenere a distanza gli avversari ma sa che una nuova fuga nell’iperspazio sarebbe inutile come cercare di dare una spiegazione razionale a questa tediosa fase di stallo. Si sveglia però Finn, che stava in coma a causa delle mazzate ricevute da Kylocal qualche tempo fa, e con l’aiuto di una cozza asiatica elabora un piano improbabile per consentire ai ribelli di mettersi in salvo. I due si recano quindi su un pianeta casinò per rintracciare l’unico, ma proprio unico, assolutamente l’unico esperto di codici in tutta la galassia che possa consentirgli di penetrare nello star destroyer nemico. Non trovandolo, si imbattono per caso in un altro tizio che è anche lui un esperto di codici imperiali e sa fare le stesse identiche cose, solo con un accento più fastidioso. La visita su questo pianeta, apparentemente abitato solo da schiavisti e gente che si è arricchita con il traffico d’armi e le convenzioni per divieto di sosta, ci dà anche occasione per un po’ di stantia retorica populista contro i ricchi che sono cattivi perché sono ricchi, discorsetto che nel contesto di un film Disney può far leva solo su babbei privi di spirito critico. Infatti due minuti dopo, quando il casinò stesso viene distrutto da una mandria di mucche impazzite io aggrappato ai braccioli della poltroncina urlavo interiormente "ECCO SI GIUSTO AMMAZZATELI TUTTI QUESTI BORGHESI DI PALTA, TRIONFI LA GIUSTIZIA BOVINA E PROLETARIA!!!". Dopo aver sparso per la città in pari misura letame e spirito sovversivo, Finn e la cozza riescono a scappare insieme ad Accento Fastidioso e vanno a disattivare la supercazzola rintracciosa nemica.

Sulla sua isola misteriosa e non più solitaria, frattanto, Liuk Skywalker sta impartendo un bignamino di cultura jedi alla giovane Rei. Un paio di slide di powerpoint, una lezione di yoga, una caverna misteriosa rappresentativa delle tentazioni del lato oscuro... tutto il pacchetto base, insomma, condito da qualche frecciatina su come il mito dei jedi sarebbe in fondo da ridimensionare, se non altro per essere stati così fessi da farsi fregare da quel vecchio rugoso di Palpatine. Liuk, infatti, è ormai un anziano disilluso e malinconico a cui hanno sottratto anche l’ultimo cantiere. Come il ghiacciolo di cui porta il nome, dietro un guscio dolce e luminoso cela un oscuro segreto: la liquirizia, qui rappresentata dalla sua responsabilità nel passaggio di Kylocal al lato oscuro. Avendo avvertito un forte conflitto interiore nell’animo del suo allievo Ben Solo, Liuk aveva pensato brillantemente di risolverlo accantonando il metodo Yoga-Montessori e dandogli una spadatina laser nel sonno. Ben però si era svegliato in quel momento, sappiamo quanto può essere fastidiosa la luce al neon di una spada laser che si accende a due centimetri dalla tua faccia mentre dormi, l’aveva visto lì al fianco del letto e non si sa davvero cosa ci fosse da interpretare, Liuk, dai, cosa ti aspettavi? Si sa che Kylocal non sa gestire una critica costruttiva senza distruggere la stanza, bruciare un tempio e trucidare alcuni compagni di classe. Non basta essere un bravo jedi per essere un bravo maestro, e Liuk francamente non è mai stato né l’uno né l’altro: era molto stimato soprattutto per il fatto di essere l’unico jedi, ecco. Rei, inoltre, si è scambiata di nascosto il numero di whatsapp telepatico con lo stesso Kylocal ed i due continuano a chattare di nascosto dai rispettivi vecchi, cercando di trovare un compromesso tra le due opposte sponde della Forza o almeno non so, di provare ad uscire insieme un paio di volte e poi si vedrà come va a finire, dai. Quando la scopre, Liuk non prende benissimo la notizia e tenta di riaffermare con cipiglio severo la propria autorità, costringendo anche Rei ad andarsene dall’isola non prima di aver ridimensionato le sue pretese pedagogiche a bastonate sui denti.

Dall’altra parte della galassia, intanto, Finn e compagnia bella si intrufolano infine nello Star Destroyer e cercano di disattivare il radiocoso ma proprio sul più bello vengono scoperti grazie all’unico droide di guardia che sa fare il proprio lavoro nel raggio di parecchi anni luce. Il piano audace ed improbabile pertanto fallisce, come avviene spesso per i piani improbabili che altrimenti si chiamerebbero piani probabili. Per loro fortuna, però, la saggia Leia aveva già pronto un piano insgamabile: la vecchia volpina fa evacuare tutti i soldati superstiti della ribellione su delle piccole navi cargo e li fa svignare alla chetichella verso una vecchia base abbandonata poco distante. In ogni angolo della galassia c’è una vecchia base ribelle abbandonata, non avete idea di quanto questo sia dannoso per il mercato immobiliare. Per loro sfortuna, però, il piano insgamabile viene sgamato in trenta secondi netti e gli ordinovisti cominciano a tirar giù a laserate le piccole navi cargo come paperelle al luna park. Per salvare l’ultimo pugno di ribelli superstiti entra in scena persino la fata turchina che si scaglia a kamikaze contro l’astronave nemica immolandosi per la causa, che se lo fanno quelli dell’Isis sono dei cazzoni ma se lo fanno quelli di Uerre Stellari sono degli eroi.

Su quella stessa astronave - non che ce ne siano molte altre, in realtà, anche il Primo Ordine deve aver avuto dei tagli di budget pesantissimi - si era diretta Rei per convertire al Lato Chiaro l’ambiguo Kylocal, o almeno bersi una cosa calda assieme, fare due chiacchiere, poi se sono rose fioriranno, dai. Il bamboccione desidera prima presentarla al vecchio Snoke, il quale si dimostra un abile stratega, potentissimo nell’uso della Forza e spietatamente intelligente nel manipolare le menti delle persone che lo circondano. Un po’ meno perspicace nella comprensione degli impulsi ormonali dei giovani maschi nella fase di corteggiamento, forse, dato che pone con tracotanza Kylocal di fronte alla scelta tra il potere del Lato Oscuro della Forza ed il potere di quell’altro lato oscuro che un film della Disney non potrà mai rivelare. C’è da dire che Kylocal, per una volta, non ha particolare esitazione. Una volta trasformato il suo terribile maestro Snoke in due mezzi maestri Snoke completamente inoffensivi, il giovane sith offre a Rei la possibilità di governare assieme a lui la galassia, ma lei gli risponde che è appena uscita da una storia di due anni con un tipo, ha bisogno di stare un po’ di tempo da sola, non è quello che sta cercando in questo momento e lo pianta bellamente in asso. Kylocal torna dunque ad occuparsi della seconda cosa che gli interessa di più nella vita, il potere del Lato Oscuro, ed assume il comando dell’esercito per distruggere definitivamente la resistenza.

Asserragliati in una grotta piena di capre luccicose, i ribelli sono lì che mandano disperate richieste di aiuto nello spazio ed attendono nervosamente che le spunte di notifica diventino azzurre. Fuori dalla porta, Kylocal schiera tutte le sue truppe, neanche tante ad essere sinceri, e lancia l’assalto finale. Vari personaggi secondari si sacrificano inutilmente inviati ancora una volta in missione suicida. Finalmente, quando tutto sembra perduto, compare Liuk Skywalker, apparentemente deciso ad abbandonare l’isolamento monastico per offrire al proprio ex allievo Kylocal un breve ripasso dell’ultima lezione che purtroppo non era riuscito a portare a termine. I due combattono l’ennesima, bellissima ma un filino inflazionata battaglia epica di questo ilm, senza lesinare insulti e graziosi passi di breakdance. Alla fine, Liuk sembra disposto a farsi uccidere da Kylocal così come Obi Wan aveva fatto in precedenza di fronte a lui, Kylocal travolto da un buon 78% della propria furia lo affetta come un salame, ma - sorpresa! - non si trattava del vero Liuk, bensì di una sua proiezione mentale. Il vero Liuk è ancora al sicuro, sulla sua isola! E muore. Da solo, presumibilmente per essere stato tutto il giorno seduto su una roccia sotto il sole. Schiumando rabbia come solo lui sa fare e con il furiometro ormai pericolosamente vicino alla soglia di attenzione, Kylocal entra allora nella caverna dei ribelli e scopre che - sorpresa! n.2 - hanno tagliato tutti la corda da una porta sul retro aperta gentilmente da Rei. I superstiti della Resistenza scappano quindi sul Millenium Falcon, ma sono così pochi che a questo punto farebbero fatica non solo ad organizzare un moto carbonaro ma anche un torneo di briscola in parrocchia. La principessa Leia comunque è tutto sommato soddisfatta e ci credo, è l’unica della vecchia trilogia che non è ancora morta, cosa potrebbe andare storto? Con questa amara considerazione l’astronave se ne sfreccia via, in una galassia lontana lontana, e noi staremo ad aspettarla con i lucciconi agli occhi ancora per due anni luce.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.