18/1
2010

Il grande cinema di KarmaChimico: Avatar

title=Io fino a tre giorni fa Avatar neanche volevo andarlo a vedere, e so bene il perché. Le prime immagini lasciavano intuire una quantità impressionante di orridi alieni blu puffo, i primi commenti giunti da quell’orrido paese alieno oltreoceano lasciavano intuire una baracconata di proporzioni spaziali e James Cameron si era inimicato ogni maschio verosimilmente eterosessuale una decina d’anni fa grazie a quella storia di [SPOILER!] transatlantici affondati e pittori surgelati, film che peraltro tutti hanno visto vuoi perché innamorati di Di Caprio, vuoi perché costretti dalla fidanzata, vuoi per entrambi i motivi precedenti. Per non parlare del fatto che vedere un film legalmente al cinema ormai mi fa sentire sporco dentro.
Poi sono arrivate le prime recensioni dei bloggerz, gente che ne sa a pacchi e che spesso vede persino i film prima di recensirli, ed è arrivato il commento del cinefilo di riferimento Nello che è andato a vederlo in avanscoperta sabato sera: non male. Un "non male" di Nello vale quattro stelle sul morandini, per cui ci sono andato, senza aver mai visto neanche un trailer, senza sapere chi vi recitava, ignorando totalmente la trama e con solo una vaga sensazione di blu colta dal poster.

Per quanto riguarda la storia, a proposito, alcuni hanno detto che Avatar non è altro che Pocahontas ambientato nello spazio, altri hanno detto che è ricalcato da Balla coi Lupi, altri ancora hanno sottolineato quanto assomigli in realtà a Dune. Premesso che se avete meno di trent’anni non avete visto nessuno dei tre, in realtà mi sembra che si manchi completamente il bersaglio. Avatar è la storia di un tizio che ama una tizia, ma il loro amore non riuscirà ad impedire la guerra tra le rispettive comunità d’appartenenza. Vi suona familiare? Ma certo, è Romeo + Giulietta, l’impareggiato capolavoro di Baz Luhrmann! Mi stupisco che nessuno se ne sia accorto. Per mimetizzare un pochino il plagio, il furbo Cameron ha ben pensato di ambientare il film su un altro pianeta, mettere dei superpuffi da combattimento nel ruolo dei Capuleti e sostituire il frate con una pianta, ma per il resto è tutto uguale spiccicato. A parte il finale, certo, ed il numero decisamente inferiore di sparatorie presenti nel film di Cameron.

Tralasciando la scontatissima trama, comunque, è un film molto ruffiano, che cavalca le mode dell’ambientalismo naive, dell’antimperialismo, dell’antiamericanismo, dell’antiterrestrismo imperanti oggidì, con un finale talmente buonista che dovrete bere caffè amaro per una settimana per riportare la glicemia sotto controllo e - ve l’ho detto? - un sacco di gattoni blu alti tre metri totalmente privi di capezzoli. Inoltre, è magnifico.
Certo, se andate a vederlo aspettandovi Bergman rimarrete delusi, ma del resto Bergman è morto, MORTO!, lo volete capire?! Ed anche da vivo, non avrebbe mai recitato in un film di James Cameron. Avatar è un film da vedere mettendo da parte le aspettative, mettendo da parte la razionalità, mettendo da parte il cinismo e l’eventuale odio per i gatti e lasciandosi conquistare a poco a poco. E’ visivamente splendido, ma non è solo quello. E’ emozionante, altrochenò, ma non solo. Ci sono un sacco di botti, tricchetracche e battaglie volanti tra draghi ed elicotteri, ma c’è anche qualcosa di più. E non mi riferisco al sesso con gli animali. C’è quel trucchetto che ti inchioda alla poltrona come uno stupido dodicenne al cinema per la prima volta, che magari è pochissimo, ma vale la pena.

Inoltre finalmente si capisce da che pianeta arriva il cane dell’Eni.

title= [Un tipico animale del pianeta Pandora, che sta a simboleggiare lo spietato ladrocinio imperialista di risorse energetiche. Nel film, eh.]









P.S.: Per quanto riguarda il famoso 3D, perché pare che questo sia stato il primo film ripreso con tecniche strabilitanti inventate appositamente per la stereocosa e le tre dimensioni, posso solo dire: col cazzo che nel Borgo lo proiettavano in 3D. Al massimo due, e ringraziare.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




15/1
2010

Barone Sabato is now following you

Io lo so che in questi giorni è di cattivo gusto non parlare un pochino di Haiti e del terribile terremoto che l’ha spianata, perché Haiti ha sempre avuto un posto speciale nel cuore di tutti noi a differenza di quei postacci orribili lì vicino nei quali è stata una volta in ferie la nostra parrucchiera ed è davvero terribile quello che è successo, proprio adesso che il nostro costante impegno ed interesse erano riusciti a migliorare sensibilmente le condizioni di vita di quel Paese, il più povero del "continente americano", "mondo occidentale" o "emisfero settentrionale", a seconda di quale telegiornale amate seguire. Speriamo che quell’sms da due euro serva a qualcosa, perché saremmo schiantati dal dolore se quegli sventurati non riprendessero a morire serenamente di povertà lontano dalle telecamere entro l’inizio di Sanremo. A proposito, è raccomandato quale segno di estrema solidarietà umana e vicinanza alle vittime ascoltare a ripetizione "Haiti" degli Arcade Fire, ma solo a patto di farlo sapere a tutti su twitter e asocial vari (in privato non vale). Ce l’avranno twitter ad Haiti, no? Chissà come si sentiranno rincuorati.




13/1
2010

Vivere e sciare in Carinzia

L’anno è cominciato sulle piste innevate della Carinzia, laddove le vette sfidano il cielo e le caprette ti fanno ciao. Alcuni malintenzionati potrebbero supporre che io fossi lì per sciare. Tsk tsk tsk. Ero lì per fare il crash test della nuova tuta da sci Meliconi e dopo averla messa a dura prova devo ammettere che funziona, come del resto potete intuire dal fatto che sono ancora abbastanza vivo per scrivere. Sul serio, tra me e gli sci dev’esserci una sorta di incompatibilità zodiacale di quelle pericolose; io penso di essere portato per sport meno faticosi e soprattutto meno dolorosi, come la briscola, mentre gli sci pensano di essere portati per utilizzatori finali più competenti. In effetti, io e gli sci saremmo d’accordo su tutto, anche sul fatto di non uscire più assieme. E’ Amormio che prova a tenerci legati, per motivi misteriosi.

Quando non eravamo impegnati a sfidare la forza di gravità con pretestuose finalità edonistiche, ce ne stavamo al calduccio di un b&b gestito da una coppia di simpatici signori inglesi. Dato che in Carinzia ai nativi è vietato parlare qualsiasi lingua che non sia la propria, pena la persecuzione da parte dello spirito di Heider*, gli inglesi erano ben felici di aver trovato qualcuno con cui discorrere nel loro albionico idioma, qualcuno che sapesse perlomeno ascoltarli e fare sì con la testa al momento giusto. Ci hanno accolto il primo giorno con un bicchierino di grappa, poi ci hanno regalato i petardini per Capodanno e persino una bottiglia di quello che loro pensavano fosse delizioso spumante. L’ultima sera (siamo stati lì in tutto due sere) ci hanno pure offerto un tè ed una birra. Io a chi mi offre una birra mi affeziono come un gatto a chi gli offre i crocchini, davvero, lo guardo con gli occhi lucidi, gli faccio le fusa e gli dormo pure sul copriletto, perciò è con incolmabile senso di gratitudine che ora consiglio a tutti voi sterminati lettori di questo bloggo di andare in carinzia a dormire in questo posto magnifico, situato a pochi chilometri da un sacco di pregevoli fonti di intrattenimento quali le piste da sci, le terme, la ridente cittadina di Villach e l’Austria in generale.

Sul serio, io per una birra vi ammazzo anche la suocera, sono uno che si vende per poco.

Infine, ve lo racconto solo per farvi capire quanto io sia provinciale e neif, siamo stati in un posto a Villach (ridente cittadina) dove c’era il Sushi running, ovvero un fast food (?) dove la gente si siede sugli sgabellini ed il cibo giapponaise scorre su dei nastri trasportatori in eleganti monoporzioni, ed i raffinati avventori quando vedono passare qualcosa di loro gusto lo prendono e se lo mangiano con le apposite bacchette. Al di là del cibo in sè, io avrei voluto sperimentare questo esotico e vagamente hipsterpopolare meccanismo alimentare ma sfortunatamente avevo appena finito di pranzare, perciò mi è rimasto un buon motivo per tornare dalle parti di Villach e soggiornare nuovamente in quel favoloso bed and breakfast il cui sito non rende appieno l’idea della comodità e del calore umano con cui accoglie i suoi ospiti (ve l’ho detto che la birra che mi hanno offerto era una guinness?).




* C’è scritto proprio così nel codice penale carinzio.




11/1
2010

Magari quando jovanotti ti dedicherà una canzone

Mi dispiace, caro ospite, la drammatica situazione contingente mi spinge a ricordarti che il fatto di avere la pelle nera come quel re mago di cui non ricordo il nome non ti da il diritto di incazzarti, distruggere una cittadina altrimenti armoniosa e dare fuoco alle auto.
Anche se ti sei lasciato alle spalle un continente disperato, un paese disastrato e magari anche alcune situazioni personali problematiche, le auto comunque non le puoi bruciare.
Anche se sei arrivato in Italia con le migliori attenzioni, eventualmente, e poi ti hanno messo nei campi a raccogliere arance o pomodori con una paga da fame, proprio non puoi appiccare il fuoco alle automobili altrui.
E se dalla paga da fame di cui sopra ti levano pure i soldi per il caporale che decide se puoi lavorare o meno, pure per il trasporto, pure per un buco fetido dove dormire, non per questo puoi bruciare le auto.
Neanche quando decidono di spararti addosso per qualche misteriosa ragione della malavita, che queste sono tradizioni nostre che tu forse non puoi capire, neanche allora ti puoi far saltare la mosca al naso e metterti a bruciare le auto in giro.
E quando pure tutti i tuoi amici e colleghi dovessero cominciare a menare le mani e far casino in piazza, sappi che "lo fanno tutti" non è una buona giustificazione per dare fuoco alle auto.
Anche se i cittadini del posto in cui sei finito cominciano ad insultarti, a minacciarti ed a picchiarti perché hai protestato contro lo stato (e lo Stato) in cui vivi, lo stesso non puoi bruciare auto, dovresti averlo capito.
Se vieni poi richiamato al rispetto della legalità da parte di quella stessa società incivile che tollera da decenni la sudditanza alla criminalità organizzata, di quelli che fanno e disfano le leggi in base alle esigenze del delinquente che hanno eletto, dei ministri che sventolano mitra e leggi razziali e poi si mangiano di gusto le arance che tu hai raccolto dall’albero, mantieni la calma, posa il cerino ed allontanati da quell’automobile con le mani bene in vista.
Persino se la tua protesta viene usata come pretesto per metterti in fuga o sgomberarti a forza, se i politici di destra colgono l’occasione per dare a te la colpa di tutto quello che è successo e gli intellettuali di sinistra ti dedicano stucchevoli poesie, ricorda: no car no fire.
E se ti stai chiedendo cosa cazzo ti deve ancora succedere prima di poter incendiare come dio comanda una cazzo di automobile, mi dispiace, caro ospite, me lo stavo giusto domandando anch’io.




8/1
2010

Questo non ti dissuada dal provarci comunque

Io adoro quando mi arriva una mail che mi propone uno scambio di link. Mi pare di tornare nel 2003, ed io nel 2003 mi sono divertito un sacco: case che esplodevano, conto in banca a zero, pessimismo cosmico, per non parlare di quei trascurabili undici mesi che non ricordo perché ero ubriaco. Adoro quando mi arrivano queste e-mail patetiche e false come giuda, perché non solo posso rifiutarle, e potete scommetterci la parrucca platinata di vostro padre che lo farò, ma posso addirittura prendere l’intera mail, stamparla, sputarci sopra, usarla per incartarla la cacchina del gatto, farne un fagottino e gettarla oltre il muro dell’oratorio più vicino, poi tornare a casa e cancellarla dal computer, non prima di aver iscritto il mittente a tutti i più sordidi gruppi di geriatrofili che facebook comprenda.

Proprio come nel 2003.
Ma, ehi, anch’io leggo il tuo blog e mi piace davvero molto.




7/1
2010

Non ci prenderete divi

Oggi praticamente tutta Italia, tutta Italia a parte una trascurabile e trascurata frazione di disoccupati, riprende il lavoro. La carica di rabbia e frustrazione collettiva è tale che potrebbe far esplodere Saturno, o costruire un duomo di milano di puro odio.

[Nel frattempo: ritorna il Lestofante Capo con i cerotti fuori posto, spariscono i treni, tramonta il sogno dell’Obamismo, il PD decide che vincere le regionali sarebbe segno di scarsa collaborazione, il boss Giuseppe Graviano viene pagato per il proprio silenzio, finisce il 2009, comincia il 10, Brunetta vuol cambiare la Costituzione, sbocciano le bombe a Reggio e noi ci si proietta comunque in avanti.]




22/12
2009

Vi bacio, fratelli cospiratori

Ormai è quasi Nasale. Cade la neve, gli uffici marketing mandano leziose e-mail di auguri direttamente dal 2002 ed io mi preparo ad uscire dal bunker per non farvi ritorno prima del duemiladdieci. Il mio conformismo ipocrita mi suggerisce di farvi i migliori auguri di stagione.
Se siete in cassintegrazione o in mobilità e sperate che il prossimo anno, magari, questa crisi finirà e voi potrete finalmente tornare a sbattervi per portare a casa la pagnotta, tanti auguri.
Se la cassintegrazione neanche ce l’avete, perché qualcuno un giorno ha pensato che la flessibilità fosse una magnifica opportunità per i lavoratori, ed ora voi avete in mano un contratto che scade a san silvestro e non sapete cosa vi riserva il futuro, tanti auguri.
Se avete votato il PD sperando che vincesse, o almeno che ponesse un freno alla megalomania del nano, o almeno che facesse una seria opposizione di sinistra, o anche solo una seria opposizione, o anche solo una cosa seria, e adesso vi chiedete cosa stia facendo il PD, tanti auguri.
Se avete votato Bersani alle primarie e non capite come mai improvvisamente dagli abissi infernali sia rispuntato D’Alema, tanti auguri.
Se avete votato per un partito di sinistra e non riuscite più a trovarlo neanche su facebook, tanti auguri.
Se avete facebook, vi siete iscritti ad un gruppo per uccidere Berlusconi e vi domandate come mai da qualche giorno ci sia sempre una macchina grigia sotto casa vostra, tanti auguri.
Se girate per strada con il fumo in tasca e siete sicuri che, comunque, non vi beccheranno mai o al massimo vi faranno la multa, tanti auguri.
Se siete rimasti bloccati su un treno a causa della neve, ed il controllore vi sta dicendo che non si sa quando ripartirete, tanti auguri.
Se sotto le feste volete andare al cinema ma nel vostro Borgo Natio la scelta si limita a Pieraccioni e De Sica, tanti auguri.
Se per vent’anni avete venduto statuine del duomo di milano, ma quest’anno avete detto no, che cazzo, basta, vendo la licenza, tanti auguri.
Se vi arriva una telefonata dalla banca con cui avete acceso il mutuo, tanti auguri.
Se pensate che la musica salverà il mondo, e poi scoprite che Emanuele Fidoberto canterà a Sanremo, tanti auguri
Se volete fondare un gruppo anarchico ma non sapete come chiamarlo, perché il viminale ha messo il copyright su tutte le sigle migliori, tanti auguri.
Se speravate che Copenaghen avrebbe risolto i problemi climatici e siete sinceramente delusi, tanti auguri.
Se una notte d’inverno un viaggiatore, tanti auguri.
Se siete sempre stati contrari alla violenza, ma la notte di Nasale state passeggiando con in mano il cric nuovo che volete regalare al vostro migliore amico e vi imbattete per caso in Capezzone, tanti auguri.
Se ad ogni nuovo spot a tema natalizio vi viene un attacco epilettico ed iniziate a vagheggiare assalti armati alle agenzie pubblicitarie, tanti auguri.
Se pensate che il Lestofante Capo continuerà a tormentarvi per tutta la vita, ma poi vi ricordate che tutti i dittatori sembrano immortali e tutti alla fine invariabilmente si levano dalle balle, tanti auguri.
Se coltivate le vostre rose in quell’ultimo centimetro che non vi potranno rubare, tanti auguri.
Se vi sentite soli, braccati e disperati, ma poi vedete qualche cucciolo della specie che gioca con la neve e vi vien da ridere, tanti auguri.
Ma se anche no, lo stesso, tanti auguri. Da qualche parte nel mondo è già primavera.




21/12
2009

La grande musica di KarmaChimico: belli e incompresi 2009

Dicembre non è solo il mese del natale, dei regali di natale e dei lanci di regali di natale contro il premier, ma anche il mese delle classifiche sui dischi più belli dell’anno. Qualsiasi persona di buon senso si tiene alla larga da classifiche di questo tipo, che tanto o sono banali e prevedibili o sono stucchevoli e pretenziose, ma in ogni caso non servono assolutamente a nulla; io - che sono del tutto privo di buon senso - tradizionalmente le sfoglio alla ricerca dei capolavori che mi sono perso perché troppo impegnato a cospargere di curaro la mia collezione di souvenir, oltre che per trovare conferma ai miei sopraffini gusti musicali che inspiegabilmente chiunque intorno a me disprezza. Sono un conformista eterodiretto, ma non mi giudicate, voi statisticamente non siete messi meglio. Quest’anno, devo dire, non ho scoperto granché di nuovo. Gran parte dei dischi in testa alle classifiche, sia nelle riviste e nei siti mainstream che in quelli più indie e ricercati (che poi sono i più mainstream di tutti), è sorprendentemente roba che conoscevo e poi, gira e rigira, compaiono sempre gli stessi nomi, vuoi perché si tratta di talenti indiscussi, vuoi perché le case discografiche distribuiscono le loro marchette in parti uguali tra i diversi recensori. In genere svettano alcuni gruppi che a me hanno sfracellato i peones al primo ascolto, o che mi hanno sfinito dalla noia mentre tentavo pazientemente di comprendere il loro genio musicale*, mentre gente che mi ha tenuto compagnia per buona parte dell’anno resiste nelle retrovie o manca del tutto. Questo è il motivo per cui con vostro sommo disgusto ho deciso di pubblicare la lista dei miei

"Belli & Incompresi 2009"

ovvero tutti i dischi che ho ascoltato nell’anno e che a causa della congiura plutomassonica in atto non ce l’hanno fatta ad arrivare, diciamo, tra le prime venti posizioni di qualsiasi classifica dove li siate andati a cercare**:


Crocodiles, Summer of Hate
Fink, Sort of revolution
Red light Company, Fine fascination
Why?, Eskimo snow
Joe Henry, Blood from stars
Reigning Sound, Love and curses
Fanfarlo, Reservoir
Freelance Whales, Weathervanes
Little Dragon, Machine Dreams
Army Navy, Army Navy



Non che siano i dischi migliori dell’anno, o che mi siano piaciuti di più, ma almeno quando li ascolto non ho paura che il vicino mi suoni il campanello per controllare che il gatto stia bene***. Alcuni non sono neanche particolarmente sconosciuti, anzi, però è gente che quest’anno non ce l’ha fatta. Comprateli o procurateveli nei modi più sbarazzini, che tanto a me nessuno mi paga, e poi tornate qui a prendervi giuoco di me con cognizione di causa. Non li ho messi in ordine perché sono contrario a questi giudici comunisti, ma una menzione speciale va ai Crocodiles che mi hanno allietato una settimana sulle decadenti spiagge dell’Istria.


* Indovinate a quale delle due precedenti categorie appartengano, per esempio, gli Animal Collective o i Grizzly Bear.
** In caso contrario, segnalatemeli che li depenno dal mio elenco.
*** Non che io abbia nulla contro Bitte Orca.




18/12
2009

Se cambia il clima il mio cappotto non è inutile

Berlusconi da giovaneCi sono molti, non starò a sparare percentuali, che pensano che Berlusconi sia una brava persona ed un bravo politico. Magari un po’ sbarazzino con le femmine, ma beato lui che se lo può permettere e che - alla sua età, poi - ci riesce. Ritengono che avendo saputo creare praticamente dal nulla un grande impero televisivo, editoriale, sportivo ed economico sia un individuo assai indicato per dirigere lo Stato. Giudicano i suoi collaboratori delle persone capaci, magari non esenti da errori occasionali ma impegnati seriamente a combattere contro i problemi del Paese, con rigore e quando necessario con durezza. Concordano con le misure prese o promesse dal governo sui temi dell’immigrazione, del lavoro, della scuola e della politica estera, o al limite se ne disinteressano, confidando di aver affidato la propria delega in buone mani. Credono che i giudici dovrebbero limitarsi ad applicare le leggi, senza metterle in discussione, e che la magistratura stia cercando da anni di delegittimare Berlusconi per interesse politico ed accanimento persecutorio, che l’opposizione orchestri una campagna di odio nei confronti della sua persona per subentrargli al potere e difendere i privilegi delle corporazioni che la sostengono: sindacati, impiegati statali, professori, disoccupati fannulloni, magistrati, omosessuali, immigrati.

Ce ne sono poi molti altri, probabilmente meno dei precedenti, che giudicano Berlusconi un arrogante megalomane che ha creato le proprie fortune con i capitali della mafia, un ladro che si è arricchito grazie alle frodi fiscali, alle amicizie politiche ed alla corruzione, un pericoloso fascista che sta mettendo in atto il piano Rinascita della P2, un populista che ha dapprima utilizzato i propri mezzi di comunicazione di massa per proporre disvalori etici e culturali quali obbiettivi desiderabili o mezzi per ottenere il successo personale, e poi si è presentato quale incarnazione di quegli stessi disvalori e modello esemplare di italiano, un farabutto che è entrato in politica per proteggersi dai legittimi provvedimenti che la magistratura stava adoperando nei suoi confronti, un ridicolo coatto con manie di grandezza e nessun senso dello Stato e della legalità. Sospettano che la maggior parte degli uomini e delle donne che lo circondano siano stati messi in posizione di potere esclusivamente in virtù della propria disponibilità a servirlo, anche sessualmente, e che comunque siano privi delle capacità necessarie a svolgere con dignità il proprio ruolo istituzionale. Disprezzano il suo governo che fa leva sugli istinti più bassi della popolazione, sul razzismo, sull’omofobia, sul moralismo ipocrita, sulla paura, per ottenere e mantenere il consenso. Sono convinti che non sarà possibile nessun confronto realmente democratico fino a quando Berlusconi continuerà ad influenzare l’opinione pubblica con i potenti mass media che ha a disposizione, che l’opposizione abbia fatto e stia facendo troppo poco per contrastare il governo, che lo assecondi per opportunismo, mancanza di idee, divisioni interne, scarsa lungimiranza. Alcuni temono che di fatto l’Italia sia già governata da una dittatura dolce.
Naturalmente, ciascuna delle due fazioni pensa di essere dalla parte della ragione e che l’altra parte si inganni, menta o sia composta da totali imbecilli in buona fede o da mascalzoni in cattiva fede.

Di fronte a due punti di vista estremamente divergenti sulla stessa situazione, si dice che la verità probabilmente sta nel mezzo. Visto che è quasi Nasale, il clima politico richiama ciascuno alle proprie responsabilità ed il clima meteorologico invita a raffreddare gli animi, vi confesserò la mia umile opinione: la verità non sta un cazzo nel mezzo. Quelli che ho (brutalmente) descritto non sono due punti di vista divergenti, sono due realtà parallele destinate a non incontrarsi mai, come in quei film di fantascienza. In entrambi i mondi c’è l’Italia, c’è Berlusconi, c’è il governo, l’opposizione, la magistratura, la crisi economica ed un tizio che lancia duomi di natale in testa al premier. Ma si tratta di due Italie diverse, due Berlusconi diversi e due eccetera eccetera diversi. Sono reali tutti e due, contemporaneamente, con la stessa dignità ontologica, mondi inconciliabili generati dalla costruzione sociale della realtà, dalla percezione soggettiva, dalla potenza maieutica del linguaggio, anche se prevedibilmente ciascuno di noi è convinto di vivere in una realtà oggettiva e di fondare le proprie opinioni su argomenti razionali. Sfortunatamente, cose come "realtà oggettività" e "razionalità" non esistono al di fuori delle convenzioni sociali che le definiscono: il concetto stesso di "realtà oggettiva" non è una cosa realmente oggettiva, così come il concetto di "cerchio" non è rotondo. Da questo ragionamento ritengo si possano trarre due conclusioni:

1. Ho un estremo ed urgente bisogno di dormire.
2. Esistono due realtà parallele ed inconciliabili, ma la prima è stupida.




15/12
2009

Urgono leggi speciali, due denti nuovi, infermiere disponibili

Io davvero non mi spiego come sia possibile che un sacco di gente con cui ho a che fare, vuoi nel bunker vuoi per strada vuoi su internet (per non parlare della casa in cui abito), esprima in vario modo apprezzamento per l’ignobile gesto di cui è stato vittima il premier, benedica la folle mano del lanciatore di duomi ad altezza d’uomo, arrivi addirittura ad esultare come se l’atto fosse stato in qualche modo provocato, desiderato, orchestrato ad arte, anziché rattristarsi per questo esecrabile episodio di violenza politica e stringersi in solidarietà al mite vecchietto che ci governa ed ai suoi scherani. Ma in che razza di posto mi è capitato di vivere? Perché solo qui, intorno a me, non si sente il calore di quell’abbraccio collettivo che sta avvolgendo il nostro leader in questo momento di sofferenza? Perché solo qui la gente non si sente travolta da quel sereno spirito di responsabilità che spinge politici di ogni schieramento ad abbassare lo sguardo ed invitare alla moderazione? Non li guardano i telegiornali, non li leggono gli editoriali illuminati? Vi sembrerà paradossale, ma io non ho ancora sentito nessuno affermare con viva voce rammarico per l’odioso attentato, al contrario si sono sprecati gli "evvai!", i "ben gli sta!" ed altre espressioni esecrabili, per non parlare del silenzio assorto di chi stava cercando di dissimulare un improvvido orgasmo. Una cosa intollerabile, questa pericolosa incrinatura tra il paese reale che ci viene mostrato dai mezzi di comunicazione di massa e la sua ignobile parodia con cui mi confronto nella vita di tutti i giorni. Speriamo che il ministro intervenga presto.