4/2
2008

Il 72% di questo sito non crede ai sondaggi

Franco Marini, detto Francesco, sta ancora tentando di fare il suo sporco lavoro e già sui giornali impazzano i sondaggi pre-elettorali. Che poi, dato che ancora non si sa neanche con che legge elettorale si andrà a votare, con che alleanze, con che partiti, sono in quest’occasione ancora più dementi del solito. I sondaggisti si sbizzarriscono ad escogitare gli scenari più complessi, a proporre le ipotesi più scombinate, nella speranza che il campione rappresentativo del popolo bufalo dia loro le risposte che vogliono sentirsi dare. Per esempio,
"Per chi voterebbe se l’Unione si presentasse divisa e la Casa delle Libertà unita?"
Cazzo, stravince Berlusconi.
"Mmmhh... e per chi voterebbe se l’Unione si presentasse unita e la Casa delle Libertà divisa?"
Vince lo stesso Berlusconi.
"E se il Partito Democratico si candidasse da solo?"
Si riducono i margini di vittoria di Berlusconi.
"E per chi voterebbe se l’Unione si presentasse unita, la CdL divisa e l’Udc si presentasse per conto proprio in una coalizione di centro?"
Vince ancora Berlusconi. Ma meno.
"E per chi voterebbe, se l’Unione si presentasse unita, la CdL divisa, senza Casini, e il candidato dell’Unione fosse Beppe Grillo?"
Ancora Berlusconi, ma sempre un po’ meno.
(Evidentemente tra due anziani populisti afflitti da delirio di onnipotenza la folla preferisce il più giovane).
"E se gli alieni del pianeta Waltx ci invadono minacciando di uccidere tutti se non vince il centrosinistra?"
"E se la madonna di Fatima te lo chiedesse espressamente in sogno, voteresti per il centrosinistra?"
"E se Berlusconi morisse?"
"E se morendo avesse lasciato detto di sciogliere il partito e votare per gli avversari?"
"E se ti pago?"

Secondo questi primi sondaggi, comunque, se il Partito Democratico si presentasse alle elezioni da solo, ma proprio da solo, senza alleati né avversari, e riuscisse a coinvolgere nella campagna elettorale gli alieni del pianeta Waltx e la madonna di Fatima, pagando, con George Clooney come candidato premier, riuscirebbe ad avere la maggioranza dei seggi alla Camera.
Al Senato no, ma quasi.

Poi qualcuno dovrebbe magari spiegarmi perché mai quei geniacci di Veltroni e complici vogliono cambiare la legge elettorale in modo da garantire finalmente stabilità al governo del paese. Adesso? Proprio ora? In modo da garantirci cinque anni con Berlusconi stabilmente in mezzo alle balle? Ma allora ditelo, che siete fessi.


[Nel frattempo, nel resto del mondo::
Ancora devono dichiarare l’indipendenza, e già i kosovari si divertono a deserbizzare la provincia. Cambiano i nomi alle montagne, riscrivono la storia, s’inventano collegamenti con il mare... Se vanno avanti così, presto in Kosovo non rimarrà traccia del passato serbo (pardòn, albanese-bizantino). Figuriamoci del presente, e dei presenti.]

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




31/1
2008

Esercizi di democrazia americana

Essendo appena stato vittima di una tragica ed inaspettata* emorragia nasale, potrei starmene qui a sanguinare canticchiando i Baustelle o mettervi in guardia contro i pericoli dell’influenza o di altri malanni di stagione**, ma per una funambolica associazione di idee preferisco invece fare qualche osservazione sulle elezioni americane.
Insomma, in fondo sono loro che governano il mondo, perché perdere tempo a scazzarci su Marini?
E soprattutto, non ci hanno ormai già invaso?
Allora perché non lasciano votare anche noi, dato che oltre tutto ci rompono gli zebedei ad ogni telegiornale?

Mi sarei fatto anche qualche idea sui candidati, ovviamente senza andarmi a leggere i rispettivi programmi elettorali perché ’n c’ho voglia e perché comunque sarebbe un’attività perfettamente inutile, dato che ormai in tutte le democrazie borghesi il programma elettorale conta come i soldi del monopoli.

Hillary ClintonHillary Clinton: l’algida lady, seria e piena di esperienza. Trés chic, ma il mio timore più grande resta: e se poi la beccano nello studio ovale con la segretaria che le aggiusta la calza, e decide che è il caso di dare un’altra bombardatina a Belgrado***?


Barack ObamaBarack Obama: che dire di questo scanzonato galletto hawaiano, reso famoso dai fumetti dei Boondocks? Certo, è giovane, sembra simpatico, ma chi lo dà per possibile vincitore forse non ha ancora notato un particolare scottante nella sua biografia: è nero hawaianoamericano.


Mike HuckabeeMike Huckabee: non scherziamo, quest’uomo ha una faccia che sembra già usata ed un nome più adatto a reclamizzare un trapano elettrico che una guerra in iran.




John McCainJohn McCain: è un veterano del VietNam, gode dell’appoggio di Schwarznegger ed ha praticamente lo stesso nome del più noto personaggio di Bruce Willis, perciò ha serissime possibilità di vincere. Per non parlare del fatto che è maschio, bianco ed i suoi sette figli offrono serie credenziali di eterosessualità. Praticamente è l’americano medio, o suo nonno pedofilo. Il problema è che con un personaggio di Bruce Willis alla presidenza degli Stati Uniti, si prospetta un esponenziale aumento delle esplosioni. In casa e fuori.
Inutili personaggi secondariJohn Edwards e Mitt Romney: abbiamo già perso abbastanza tempo, non trovate?





* Ma fortunatamente priva di conseguenze.
** Portate a tutti i malati una carezzina sulla testa, e dite che è la carezzina sulla testa dello zio Lusky.
*** Ops, sto parlando del Kosovo. Presente? L’avete letto il libro? Lo sapete che si era solo all’intervallo?


UPDATE: per agevolarvi nella scelta, ma soprattutto per non concedere favoritismi a McCain inficiando così l’alto valore democratico di questo mio scritto, ho aggiunto le fototessera di tutti i candidati. Apponete una crocetta sopra la figura che più vi piace.




29/1
2008

Hasta el papa siempre

Hasta el papa siempre
Lo dicevo io, che papa Benedetto DCLXVI aveva il cipiglio bolscevico.
"I beni materiali rivestono una valenza sociale," ha ricordato nel messaggio per la quaresima, "secondo il principio della loro destinazione universale."
Valenza sociale per destinazione universale, claro?
Non nel senso che i beni materiali terrestri sono destinati ad essere spediti su un altro pianeta, bensì in quanto "non siamo proprietari bensì amministratori dei beni che possediamo" e pertanto il papa, il soviet o Gisù in persona possono venire armi alla mano a reclamarli e redistribuirli da ciascuno secondo la possibilità, a ciascuno secondo il bisogno. E guai a voi e pianto e stridore di denti se vi lamentate, dato che "la proprietà delle ricchezze non è un diritto assoluto". Sante parole.

Ora scansatevi, che Giuliano Ferrara deve fare un salto mortale e tornare comunista.




28/1
2008

Sedersi sui monumenti

"O è natale tutti i giorni o non è natale mai."
(Montale e Saba, 1945)

(Vigilia del) Giorno della Memoria. Gli studenti di alcune scuole superiori del Triste Borgo Natio si recano al cinema, dove i loro arguti professori hanno organizzato la proiezione de "Il tempo dei gitani" di Kusturica. Scelta insolita, probabilmente dettata dallo scontro tra il nobile intento di ricordare le persecuzioni (vecchie e nuove) subite dagli zingari e l’incapacità di trovare un film che rappresenti tali persecuzioni e il Porrajmos, il tentativo nazista di sterminare il popolo zingaro.
"Il tempo dei gitani" è un film meraviglioso, si saranno detti in buona fede questi professori, sicuramente commuoverà questi giovani pargoli come ha commosso noi, e li farà sentire più vicini alla cultura ed allo stile di vita del romantico e pittoresco popolo.
Ed avevano ragione, per quanto riguarda il fatto che il film fosse meraviglioso. Peccato che, come spesso succede, i professori partissero dal presupposto che i loro studenti fossero un branco di lobotomizzati disposti ad accogliere in riverente silenzio tanto il film che il successivo monologo sul tema dell’espertone di turno, accogliendo nel loro fertile cervellino adolescenziale lo stesso messaggio e le stesse emozioni da loro ricevute vent’anni fa, come se "i ggiovani" vivessero in un mondo vergine dove esistono solo pleistescion e cellulari. Per fortuna non è così, gli studenti hanno alzato le loro bravi manine ed hanno posto domande che in quattro e quattr’otto hanno messo alle corde gli interlocutori, spiazzandoli, ribaltando le prospettive. Domande che tradivano, purtroppo, il razzismo ed i pregiudizi e le incomprensioni di studenti cresciuti nello stesso posto pulito ed asettico in cui stanziamo noi adulti o adulterati, dove le emozioni vengono sussurrate con garbo a mezza voce, dove il termine "zingari" è sempre associato a furti, omicidi e sporcizia, dove la passione è follia la diversità misurata sul quaderno entrate/uscite e l’ignoranza inoculata a fini elettorali. Domande ed osservazioni comunque perfettamente prevedibili, del tipo:
"Perché far vedere questo film proprio nel giorno della memoria?"
"Cos’ha a che fare quella cultura lì con la nostra?"
"Ma insomma, se vivono in quel modo lì allora ho ragione ad avere paura!"
"Dopo aver visto questo film, io mi sento ancora più lontano dalla loro cultura."
"Rubano, uccidono, rapiscono i bambini... tutti i miei pregiudizi sono perfettamente confermati!"
Non che fosse un argomento facile, gli zingari, l’olocausto, ma non è neanche che servissero un genio della retorica o l’autorità di un premio nobel per smontare questi castelli di carta e di frasi fatte, per insinuare almeno il dubbio, almeno la curiosità, almeno la solidarietà umana. Invece, di nuovo purtroppo, l’espertone non si aspettava tanta impertinenza politically scorrect, e non ha saputo fare altro che abbozzare, arrampicarsi sugli specchi, snocciolare qualche luogo comune che prontamente veniva smascherato, ammettere l’autogoal, cercando disperatamente di far rientrare la discussione sui binari che lui aveva preparato, sul territorio conosciuto della retorica che non nuoce e non serve a nessuno. Il risultato incontestato di tanto giorno di tanta memoria è stato quindi quel "tutti i miei pregiudizi sono stati confermati", a dimostrazione del fatto che le commemorazioni fatte così, per decreto, senza convinzione, fanno più male che bene, sono solo sgabuzzini in cui seppellire coi massimi onori gli argomenti scomodi per potersene dimenticare e dedicare il resto dell’anno agli argomenti seri, la matematica, il latino, l’informatica, l’inglese. Ma poi diventa difficile, come forse hanno scoperto alcuni professori del Borgo, liberarsi in un giorno solo dell’inciviltà che si accumula per tutto un anno, specialmente se si è allo stesso tempo vittime e complici di questa stessa inciviltà, artefici di questa stessa ignoranza.




25/1
2008

Compagni di sbronze

"Avremmo potuto fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli."

UdeurAlleanza NazionaleFasci di merdaAlleanza NazionaleFasci di merdaStrisciaAlleanza Nazionale




Complimenti, camerati. Bel bivacco di merda siete.




25/1
2008

Storie da osteria

Osteria della Madama
E vabbé, è caduto, eroicamente caduto ma pur sempre caduto, tra gli sputi dei vili e gli sghignazzi degli infami, con la schiena dritta e le gambe spezzate. Ora che se fa?
Prodi in fondo è solo il tipico bravo ragazzo rovinato dalle cattive compagnie e per giunta il suo non è stato certo il peggior governo della storia della Repubblica, come vorrebbero farci credere i baldanzosi stronzini di Libero, ma è pur sempre stato il governo più deludente che io ricordi. Il pupillo di Riina ed i suoi sgagnozzi distruggono, ingannano, offendono, sputtanano, sprecano e schifano, ma non deludono, perché in fondo è tutto nel loro programma elettorale. La gente li vota perché vuole questo. Da Prodi ci si aspettavano invece grandi cose e ne ha fatte poche, piccole, a stento. Per questo ha deluso, pur essendo nettamente migliore del precedente e probabilmente, visto l’andazzo, anche del prossimo. Ma ora, che se fa? Si aspetta, si spera, ci si prepara a tornare alle malghe? Continuo a trovare assai preoccupante quest’alternanza tra incompetenza e delinquenza. Speriamo almeno che non piova, non saprei con chi prendermela.

Ostérié Générale
Pare che grazie ad operazioni finanziarie che si potrebbero eufemisticamente definire "poco azzeccate" un giovane impiegato della compagnia assicurativa Société Générale sia riuscito a far perdere alla propria azienda qualcosa come 5 miliardi di euro. Sarebbe a dire diecimila miliardi di lire. Essendo evidemente più portato per l’informatica che per la finanza, l’impiegato è riuscito a nascondere il buco fino alla settimana scorsa, quando è stato scoperto e denunciato. Il bello è che il colpevole, di tutti questi soldi, non se n’è messo in tasca neanche un centesimo: non li ha rubati, li ha proprio "persi". Ed essendo così bravo a perdere le cose, ora ha pensato bene di far perdere le proprie tracce onde evitare discussioni spiacevoli sulla propria condotta professionale. Cinque miliardi di euro. Deve dare un certo senso di vertigine, la consapevolezza di essersi fumato una cifra del genere: roba da grandi statisti, da amministratori di imprese pubbliche. Questo sì che farà la sua sporca figura, nei peggiori bar di Caracas.

Antica Ostaria vaticana
Secondo il S.P. Benedetto 666, "il secolarismo occidentale è più subdolo di quello marxista". Mi è sempre piaciuto, quel vecchio bolscevico. Ammonisce inoltre dal pericolo che i mass media finiscano in mano ai "manipolatori di coscienze" o vengano asserviti ad un "protagonismo indiscriminato". Ligi come sempre al volere papale, i dirigenti RAI hanno annullato la trasmissione della santa messa.

Osteria al canun
Bossi dice che se non si va alle elezioni subito veneti e lombardi sono pronti a prendere le armi e a fare la rivoluzione. Ma ci pensate? "Rivoluzione": 5 sillabe. Ha già battuto il record dell’anno scorso!




23/1
2008

Scherza coi santi

Investito da un tir di sonniferi è morto stanotte Heath Ledger, il giovane attore che ricorderemo per sempre come protagonista de "Il destino di un cavaliere", ma che più probabilmente passerà alla storia come colui che ha coraggiosamente interpretato il ruolo di Pornorambo ne "I segreti di Brokeback Mountain".

A me piaceva e sono sicuro che il suo Joker sarà spettacolare, ma vaglielo a dire.




22/1
2008

Sai che novità

Certo, ha fatto anche cose buone, ha raddrizzato i conti pubblici e bonificato le paludi pontine, per esempio, o roba del genere. Ma dopo il mercato delle vacche delle poltrone ministeriali, gli sbandamenti sulle liberalizzazioni, le contraddizioni in politica estera, la base americana, i saltimbanchi ed i saltabarricate, i cedimenti a destra e al vaticano, i tentativi di inciucio, il disorientamento (anche geografico) sulla legge elettorale, le strettine sulla "sicurezza", l’inconcludenza sul conflitto d’interessi, l’archiviazione dei pacs, l’indecisione, l’indecenza, il bigottismo, l’affarismo ed i deliri vari dei vari ministri, ministrelli e ministroni, per non parlare degli eclatanti ministronzi, sarà veramente difficile piangere per la fine di questo governo.

Molto probabile, invece, che ci sarà da piangere per il prossimo.




21/1
2008

L’uomo delle nevi

Ieri il Triste Borgo Natio si è svegliato avvolto in un mantello di nebbia, una soffice coltre di cotone che celava dolcemente alla vista le case e le strade, attutiva i suoni, riposava i pensieri.
"Quant’è romantico tutto ciò!", pensavo affilando il machete per tagliarmi le vene.
Dopo aver valutato brevemente l’ipotesi di rimanere affacciato tutto il giorno alla finestra a declamare versi del Foscolo sanguinando sulla strada, io ed Amormio abbiamo optato per una fuga nell’unica direzione dove sembrava che la nebbia non fosse arrivata: verso l’alto.
E fu così che andai per la prima volta a sciare in questa vita, nella ridente località di R.1K, sotto un cielo azzurro quant’altri mai ed il sole che scaldava le montagne innevate. Pazienza. Tanto il Foscolo mica si offende.

Brevi note sull’esperienza sciistica:

- A parte l’attrezzatura presa ovviamente a noleggio, per il resto ero agghindato come Fantozzi alle crociate, con pezzi di equipaggiamento recuperati in ogni dove e combinati con gusto discutibile. Non entrerò nei dettagli. Fortunatamente non esistono foto che mi ritraggano nel corso dell’evento.

- Nessun osso rotto, nessuna distorsione, quotazioni del dolore alle gambe: in moderato aumento.

- Lo sci rimane uno stupido sport borghese, sia chiaro, ma se vi ci si applica con moderatezza e coscienza di classe può tornare ad essere per brevi istanti quel sano passatempo popolare che era in origine. Brevi istanti... via, anche un paio d’ore.

- Prima esperienza: approfittando della momentanea assenza di Amoremio (e di Amicasua che ci accompagnava) ho infilato con nonchalance gli scarponi e mi sono agganciato agli sci. Muovo un piede. Muovo un altro piede. Non ne ho altri. Comincio lentamente a scivolare verso il basso, contro la mia volontà. Cerco di fermarmi. Cerco di girare per evitare l’albero. Cado rovinosamente. Resto con nonchalance faccia a terra sulla neve, agitando le zampette come una tartaruga rovesciata sul guscio. In mezzo al candore che mi circonda vedo emergere una figura evanescente che mi incoraggia dicendo:

"Usa la Forza, Iuk! ...Segui l’istinto, Iuk!"

Ho usato la forza. Ho seguito l’istinto. Non fosse stato per una vecchina che con aria premurosa mi ha spiegato come rialzarmi, probabilmente sarei ancora lì.

- Successive esperienze: mi sono divertito assai. Ci siamo divertiti assai tutti quanti, a scivolare su queste ridicole assi sagomate, e risalire, e riscivolare, e ancora, e ancora, sempre sotto il sole e tra le montagne innevate, e poi mangiarci un panino, e poi tornare giù e scoprire che la nebbia era rimasta lì tutto il giorno ad aspettarci invano.

Bwahahahah.
Stupida nebbia.




18/1
2008

Vengano i turisti tra le macerie

Pare che questo sia il periodo dell’anno in cui i tedeschi cominciano a progettare le vacanze estive (e vabbé, sono pur sempre tedeschi...) e gli operatori del settore turistico, noti anche come albergatori, hanno il comprensibile sospetto che l’emergenza rifiuti in Campania possa tenere questi schizzinosi teutonici lontani dalle nostre spiagge e città d’arte, ed i soldi di questi schizzinosi teutonici lontano dalle loro tasche.
Come intende correre ai ripari la Confturismo Veneto?
Pare* che stia progettando una campagna pubblicitaria sui maggiori quotidiani tedeschi, il cui messaggio più o meno esplicito dovrebbe essere: "Noi non siamo come Napoli".
Mentre il suo vice Zaia sostiene che il Veneto dovrebbe chiedere i danni alla Campania, il governatore Galan, quello che per ragioni tecniche e politiche ha rifiutato di aiutare a smaltire i rifiuti campani, sostiene invece che la campagna pubblicitaria va bene purché sia "informativa e non sia scioccamente denigratoria". Lodevole intenzione, ma con questa gente la vedo dura.

Camorra, cumuli di monnezza, magliette con la cintura di sicurezza disegnata, colera, gente che va in giro in motorino senza casco, casalinghe basse e ciccione coi baffi.

Noi non siamo come Napoli, quant’è vero.

Infatti Napoli è una città che, oltre ad essere bella di suo, produce anche letteratura, cinema, musica, idee, cultura, è una città aperta e viva ed in quanto tale conosciuta in tutto il mondo, non un museo all’aria aperta. Il Veneto sarebbe anche un bel posto, ma negli ultimi cinquant’anni il più elevato prodotto culturale delle sue città-fabbrica è stato lo slogan "Governo luamaro". E lo sapete per cosa i veneti sono famosi in tutto il mondo?

No?

Appunto.

Noi non siamo come Napoli.





* Il dubbio è d’obbligo, essendo i veneti costantemente sottoposti ad un’efficace campagna denigratoria che mira a farli passare in massima parte per idioti bigotti e razzisti.