7/3
2008

Un paese creativo

Ormai da qualche anno, in italia, la periodica disgrazia delle elezioni è accompagnata dalla periodica disgrazia dei manifesti elettorali ritoccati col fotosciòp. Come sempre, come per tutte le disgrazie di questo paese, l’origine della malefatta va ricercata in Berlusconi: ve lo ricordate quel patetico "Meno tasse per tutti" subito trasformato in "Meno tasse per Totti" e compagnia bella? Faceva ridere. Una cosa che a quanto pare sfugge a molta gente, però, o almeno ai redattori di Repubblica, è che difficilmente la stessa trovata può continuare ad essere divertente per dieci anni di seguito (a meno che non abbia alle spalle gli sceneggiatori di Scrubs o dei Simpsons). Diventa meno divertente già nel momento in cui smette di essere un fenomeno di satira underground e viene cannibalizzato dai media tradizionali, quale per l’appunto il sito di Repubblica, con impennate nella quantità (siamo già intorno ai 300 fotoritocchi) a discapito ovviamente della qualità sia nelle idee che nella realizzazione. Insomma, qualcosa di carino si trova ancora, ma il giochetto nun fa più ridere. Soprattutto se confrontiamo i manifesti taroccati con gli autentici contrassegni elettorali depositati al Ministero dell’Interno e che compariranno sulle schede elettorali. Senza dilungarmi per una volta nell’analisi grafica dei simboli, che vanno dallo sketch tracciato sulla carta del formaggio ai più biechi fotomontaggi, basta una rapida scorsa dei nomi per ritrovare il buonumore perduto, e soprattutto una serena fiducia nel sistema democratico.
"Lista del grillo parlante"? "Sacro romano impero liberale cattolico"? C’è una lista chiamata "Io non voto" ed una lista "100%" (de che?), c’è una lista "Il loto" ed un partito degli "Impotenti esistenziali".
"Non remare contro".
"Casinò Centro Italia".
"T.F.R. libero".
"Movimento nazionale delfino".
"Movimento giovani poeti d’azione".
Giovani poeti d’azione.
Giovani poeti d’azione. Sarei curioso di leggere il programma.
C’è persino l’Udeur.

Poi dicono, il bipartitismo.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




5/3
2008

Il popolo della crinolibertà

Nonostante Repubblica insista nel volerci rincuorare assicurando ogni altro giorno che un distacco di sei, sette, otto punti è perfettamente recuperabile in meno di due mesi, io continuo ad avere foschi presentimenti sul prossimo ritorno al potere di Berlusconi.
Per esempio, ve lo ricordate quel giovane capobanda fascista che anni fa ciondolava per il Triste Borgo Natio con i capelli lunghetti ed unticci, vestito come un colono libico e sempre circondato da un paio di sgherri, tranne quando la menava alle bariste? L’amico della mussolini, quello del fascismo "sociale", anticapitalista e popolare?
L’ho rivisto domenica in piazza, accanto ad uno di quei rudimentali vespasiani elettorali del Pollo della Libertà, sempre circondato da un paio di sgherri ma tutto ben vestito, elegantino che sembrava un piazzista di condizionatori, con lo sguardo compiaciuto ed i capelli in ordine. Perché adesso, se qualcuno si fosse perso la notizia, gli Azionisti Sociali della Mussolini sono confluiti in quel nuovo minestrone politico, assieme ad Alleanza Nazionale, il Partito dei Pensionati, i Socialisti Riformisti, fuoriusciti e raccattati vari, tutti appassionatamente ad appoggiare Berlusconi in cambio di, beh, poltrone e soldi. Come sempre. Come tutti. Non è il metodo a spaventarmi. Non è il fatto che abbiano strappato i fascisti dalle loro legittime fogne, e neanche che siano riusciti in qualche modo a mettere sotto lo stesso simbolo fascisti e socialisti.
Quello che mi spaventa è che se Berlusconi è riuscito a convincere quel fascio là a lavarsi i capelli, è capace di qualsiasi cosa.




3/3
2008

I grandi concerti di KarmaChimico: Baustelle

I Baustelle, chi non li conosce ormai? Sono il gruppo commerciale più alternativo del momento, o il gruppo alternativo più commerciale del momento, o il "gruppo-con-testi-deprimenti-e-musica-allegra" del momento. Sono anche, da dieci anni a questa parte, il gruppo esordiente più promettente del momento. E dato che tutti scrivono che è uno dei gruppi più interessanti del momento, scriverò anch’io che sono uno dei gruppi più interessanti del momento, anche se non ho idea di chi siano gli altri*. Ed essendo io, oltre che uno degli intellettuali di riferimento della cultura indoeuropea, anche uno squallido poseur, come potrei (al momento) non amarli?
Voglio dire, questa è gente che fa scatenare i ragazzini in maglioncino e brufoli e le segretarie con gli occhiali invocando Baudelaire.
Sticazzi, provateci voi.

Accompagnato dalla cara Cuginet’ Fra’, Sabato sera ho dunque lasciato il Borgo in missione socio-antropologica per andare a sentirli in un locale dell’hinterland, il quale a sua volta sta diventando piuttosto famoso nei paraggi per l’aver attirato con l’inganno diversi gruppi degni di nota. Per chi conosce il c.s.c., si immagini il fratello ricco e (più) pretenzioso. Per chi non conosce il c.s.c., si immagini il tipico bunker industriale veneto ridipinto dentro e fuori, con quadri di dubbio gusto alle pareti, luci basse, tavolini di design ed atmosfera svaccata o lounge che dir si voglia. Peccato abbia anche un’acustica di merda, che per un locale destinato ai concerti non è esattamente un particolare trascurabile. Io e Cuginet’ Fra’, arrivati sul posto con una lussuosa ora di anticipo, abbiamo inoltre commesso l’errore di sederci in terza fila, esattamente sotto le casse, giocandoci per sempre l’uso dei timpani.
Dopo un’ora, quando finalmente le stupide luci ed il ponz-ponz di accompagnamento si sono spente ed i Baustelle sono apparsi sul palco accompagnati da amici e parenti, c’è stata la prima sorpresa: il cantante è l’uomo più fotoscioppato del mondo.
Tutte le foto che accompagnano le varie interviste, copertine, ecc. lo ritraggono come una specie di fotomodello dark, con lo sguardo intellettuale perso nel vuoto dell’umana esistenza ed il volto virile pronto a sopportare il tormento del Creato. Dal vivo, è una specie di porcospino con gli occhiali, di quella particolare specie di porcospini che ti agganciano all’uscita della facoltà e vogliono assolutamente il tuo numero di telefono per invitarti alle riunioni del circolo marxista-leninista. Per chi conosce PierBulus, una specie di PierBulus con la chitarra in mano, come quello descritto nel Necronomicon. Per chi non conosce PierBulus, felicitazioni! Vi basti l’esempio del porcospino con gli occhiali:
Il fotomodello che sostituisce Francesco Bianconi nelle fotoIl falso Francesco Bianconi che posa per tutte le foto del gruppo.
















Il vero Francesco BianconiIl vero Francesco Bianconi che canta (in questa foto, utilizzando un ceppo d’albero come microfono).
















Con il porcospino, inoltre, Francesco Bianconi condivide sul palco anche il carisma e l’entusiasmo trascinante. Non so se la sua timidezza sia autentica o studiata, ma trovandosi di fronte un pubblico equipaggiato con culi di piombo e troppo comode poltroncine su cui appoggiarlo, sarebbe stato gentile se si fosse sforzato un po’ di più per far sentire la sua (bella) voce, invece di starsene lì a sussurrare, quasi imbarazzato, come un’esordiente all’assemblea d’istituto.
La seconda sorpresa è stata l’infatuazione del pubblico (o della componente maschile ubriaca del pubblico) nei confronti della tastierista/cantantessa Rachele, che per me rappresenta un mistero. ’Sta Rachele canta bene, ma ha un fisico trascurabile, due braccia da scaricatore d’angurie ed ogni volta che suona fa una faccia che pare abbia pestato qualcosa di molle, eppure tutto il concerto è stato un susseguirsi di dichiarazioni d’amore urlate da villici incolti che stentavano ad usare la lingua italiana. Mah. Ha dei begli occhi, dicono, ma comunque giuro che dalla terza fila non si vedevano.
La terza e più importante sorpresa è stata che nonostante l’acustica infame, il pubblico piombato, il cantante timido ed i bicipiti di Rachele, nonostante un fonico con un’evidente antipatia per i violini, la serata si è rivelata divertente oltre le aspettative. Molte canzoni dei Baustelle rendono meglio dal vivo che ascoltate sull’aipod ed anche se c’è voluto un bel po’ prima che i culi si alzassero dalle poltroncine dopo non c’è stato più verso di farceli tornare. "Baudelaire", per dire, che normalmente sembra la lettura della rubrica telefonica di Bianconi, ha fatto saltare non solo le ragazzine hello-kitty (che, ahimè, c’erano) ma anche i quarantenni in giacca e cravatta che sembravano capitati lì per caso, ed avrebbe fatto saltare anche Baudelaire se solo avesse potuto essere presente. Persino Bianconi stesso, trascinato dall’entusiasmo, ad un certo punto ha mosso un sopracciglio.
In generale, i musicisti hanno fatto il loro sporco lavoro, infilando senza tanti fronzoli una canzone dopo l’altra, e a me sono piaciuti assai. Bravi ragazzi. Accompagnate il cantante dal barbiere, dove potrà soffrire il tempo necessario per scrivere un altro paio di meravigliose canzoni, insegnategli i segreti dell’arte della moka e poi ripassate da queste parti. Non dimenticatevi di picchiare il fonico e sradicare tutte quelle maledette poltroncine. Tornerò a trovarvi.


* A me, al momento, interessano i Tulsa. Consiglio caldamente a tutti di comprare un loro cd e poi prestarmelo, che non riesco a trovarlo sullo scaffale.




27/2
2008

Hanno rubato il mondo!*

La nebbia assedia il Borgo ormai da tre giorni, quattro giorni, chi se lo ricorda più? Lo spazio ed il tempo scolorano in questo grigio umidiccio. Ciononostante, il mio entusiasmo e la mia voglia di fare, soprattutto di lavorare, e la mia fede nelle luminose sorti e progressive rimangono immutate, a dimostrazione che la scissione dell’atomo si può fare solo in centri specializzati e con tecnologia costosissima. Facciamo che mi limito a lasciare un paio di link ed un controsantino:

Primo link
E’ tornato Blob of the Blogs! Ed è nuovo! Ed è bello! Ed andateci!, che non posso mica stare qui tutto il giorno a regalare punti esclamativi.

Secondo link
La campagna elettorale più noiosa della storia della repubblica potrebbe godere di un’improvvisa vampata di vitalità, grazie a Uolterueltroniisonmymind. Visto da Gokachu.

Controsantino
Gaetano BresciBello ed intelligente sicuramente più di te, Gaetano Bresci nacque a Prato l’11 Novembre 1869. Figlio di contadini, fin da giovanissimo iniziò a lavorare come operaio ed a frequentare l’ambiente anarchico locale, riuscendo in tal modo ad usufruire di alcuni soggiorni gratuiti presso prestigiose strutture statali ed addirittura di un periodo di villeggiatura nella soleggiata isola di Lampedusa, che gli furono utili per ampliare la propria cultura. Emigrato negli Stati Uniti, Bresci riuscì a migliorare le proprie condizioni di vita materiali e ad integrarsi nella società americana, senza per questo rinunciare ai propri ideali anarchici e libertari. In seguito alle incresciose vicende del 1898, infatti, egli decise di tornare in Italia per esporre all’ancora per poco re Umberto I le proprie obiezioni alla sua gestione dell’ordine pubblico. Per tale esposizione, tenutasi a Monza il 29 Luglio del 1900, Bresci aveva preparato oltre cinquanta eleganti slide in PowerPoint, ma la mancanza di un adeguato videoproiettore lo costrinse all’ultimo momento a ripiegare sul supporto didattico di una meno prolissa rivoltella. Questo artificio retorico venne giudicato troppo aggressivo dai contemporanei e gli costò una condanna a morte successivamente commutata in ergastolo, ma nondimeno eseguita ad opera di solerti carcerieri il 22 Maggio 1901 a causa evidentemente di comprensibili disguidi burocratici. Gaetano Bresci è attualmente ricordato tra i precursori delle scienze della comunicazione per essere stato il primo a comprendere l’efficacia sintetica delle bullet list, oltre che naturalmente per l’aver dato il nome alla città di Brescia.



* Titolo gentilmente scippato a Cuginet’ Fra’

ERRATA CORRIGE
Onde evitare lo scatenarsi di cruente faide famigliari, faccio notare come l’espressione di costernazione "Hanno rubato il mondo!" che io avevo attribuito a Cuginet’ Fra’ è in realtà © Zio T.
Naturalmente il mio uso spinto di pseudonimi rende questa precisazione pressoché ininfluente, ma voglio avere la coscienza a posto il giorno in cui gli sgherri della SIAE busseranno alla mia porta. Rendiamo quindi a Zio T. quello che è di Zio T.




25/2
2008

Les mes Gambiers

Les Gambiers

C.: E tu dove sei, ultimamente?
L.: Les Gambiers. Polinesia francese. Un’isoletta fuori mano, ci si arriva solo con voli privati. Non ci sono centri abitati, non c’è niente, solo sabbia e palme.
C.: Ti sei costruito una capanna sulla spiaggia?
L.: Nah, troppo colonialista. Ho steso un telo tra due palme. Un telo di iuta, bio.
C.: Possibili cataclismi?
L.: Tutti. Inondazioni, tsunami. Inoltre è a poche centinaia di chilometri da Mururoa.
C.: Ah. E che fai?
L.: Niente. Prendo il sole, ogni tanto mi butto in acqua.
C.: Scrivi, leggi...?
L.: No, non scrivo. Ogni tanto leggo.
C.: Allora hai una libreria!
L.: No, ho alcuni libri ammucchiati alla base di una palma. Quando ne ho finito uno, lo butto dentro al vulcano.
C.: Ma c’è anche un vulcano!
L.: Certo che c’è. Isole del Pacifico, c’è sempre un vulcano.
C.: E cosa mangi?
L.: La frutta, quella che cresce spontaneamente dagli alberi.
C.: E cos’altro fai? Qualcosa di artistico, dipingi?
L.: Ho colorato una palma con la terra secca.
C.: Hai dipinto una palma?
L.: No, ho preso della terra secca e l’ho usata per decorare una palma.
C.: Fino in cima? Allora ti sei arrampicato.
L.: No, l’ho dipinta fino a un metro e mezzo di altezza. Anzi, è una palma piccola, mi arriva qua: l’ho dipinta tutta e poi via via che cresce aggiungo alla base.
C.: Ti sei corretto!
L.: Sono le mie Les Gambiers mentali, ci mancherebbe che non posso rifare una palma.


[Oggi il Triste Borgo è avvolto nella nebbia. Nelle mie Les Gambiers mentali, inutile dirlo, non esiste neanche una parola per dire "nebbia".]




20/2
2008

Il liberismo ha i giorni scontati

"Che posso dire?
Che è meglio avere amato e perso piuttosto che mettere linoleum nei vostri salotti?
"
(LeRoy Johnson)


Ormai sono diventato un maestro nel partecipare alle riunioni. Annuisco perfettamente a tempo, esprimo dissenso (quando c’è da esprimere dissenso) o approvazione (quando la cosa non mi riguarda), borbotto "uhm" o "ah-ah" al momento giusto, fisso negli occhi l’interlocutore e intanto mi faccio dei viaggi bellissimi in posti molto lontani e pieni di sole. Non ascolto una parola. Sbadiglio con le orecchie, senza farmi notare.


(Dato che resta un sacco di spazio ne approffito per pubblicare alcuni annunci, così magari riesco anche a rimediare un po’ di pilla:)

Isola tropicale molto seria SELEZIONA un candidato al ruolo di government manager. Richiedesi predisposizione alla leadership, ottima capacità di agire in situazioni di stress o embargo economico e conoscenza dei fondamenti della dottrina marxista. Non è necessaria la predisposizione al lavoro in team. Offresi contratto a tempo indeterminato, delega al comando delle forze armate e divisa aziendale.
E’ stato SMARRITO un Nello alto, bruno, magro e peloso. Avvistato l’ultima volta verso metà Gennaio all’interporto di Tuzla mentre molestava ubriaco la figlia di un mujaheddin. Alto valore sentimentale, offresi ricompensa per ritrovamento o informazioni.
VENDESI al miglior offerente partiti e leader politici di tutte le dimensioni, anche artigianali. Completa la tua coalizione oggi stesso!
CERCASI film americano in uscita nel 2008 che non sia il quarto capitolo di una saga uscita vent’anni fa, scambio con film italiano usato pochissimo con cinquantenni che fanno sesso e vescovi che si incazzano.


’sto capitalismo mi stressa.




18/2
2008

Benvenuti in europa

Aquila nera su campo rosso.

Aquila nera su campo rosso

Corvi neri su campi rossi.

Festeggiano
esaltati dalle favole e dall’entusiasmo del cambiar padrone.

Promettono
"una società democratica, laica e multietnica"
insultando la democrazia, foraggiati dagli imam, discriminando le minoranze.
Vietano
"l’uso della violenza per risolvere le differenze"
Auspicano
"buone relazioni con i vicini"
Garantiscono
"la (protezione) dell’eredità culturale e religiosa"
correggendo la storia, cambiando nomi al paesaggio e bruciando i monasteri.

Loro mentono, e noi facciamo finta di credergli per meglio curare i nostri interessi.
L’imbarazzo e l’esitazione sono fuori luogo. Com’è possibile non riconoscerli, avvolti nelle bandiere albanesi e americane, sedotti dagli oleodotti e dalle mafie, pronti a scannarsi secondo palinsesto?
Sono degni figli di chi li ha generati. Se sono brutti loro, è perché siamo orribili noi.




12/2
2008

Tuffati con me in un caleidoscopio di colori

No, you can’tIn italia l’LSD, oltre che illegale, è pure inutile: noi ci sconvolgiamo periodicamente i sensi con le campagne elettorali. A due mesi di distanza dal prossimo giro di cadreghe si sta assistendo in questi giorni al tradizionale mercato delle vacche per stabilire alleanze (che non verranno rispettate), programmi (che non saranno attuati) e candidature (salvo ripensamenti). Riassumendo per i più confusi (in realtà serve più a me che a voi ipotetici lettori):

Il Partito cosiddetto Democratico intende presentarsi da solo, sia alla camera che al senato, da solo da solo da solo tranne forse che per Di Pietro, che porta voti, comunque non con Boselli, che porta sfiga, e vorrebbe la Bonino ma senza Pannella, solo che la Bonino senza Pannella cos’è? A parte il sogno proibito di un pugno di geriatrofili, intendo. Veltroni scimmiotta Obama e si propone come il nuovo che avanza; peccato che non sia nuovo e non è che avanzi poi molto, Veltroni più che altro è il vecchio che è avanzato in frigo. Non vorrei dare l’impressione di avere qualcosa contro di lui, che è la salvezza del paese, solo che piuttosto di votarlo mi taglierei volentieri la mano.
Il nuovo simbolo della sinistra arcobalenoRimasta a piedi, la Sinistra Arcobalenata si presenterà a sua volta da sola, se di solitudine si può parlare in un così evidente caso di schizofrenia; Verdi, Rifondati, Sinistri Critici e Comunisti d’Itaglia confermano che non appena avranno finito di litigare sul simbolo cominceranno finalmente a scannarsi sul programma, per poi procedere serenamente verso un 8% da spacciare come vittoria trionfale.Sempre che si accordino sul leader, naturalmente: al momento il più quotato è Bertinotti, che però secondo alcuni sarebbe troppo vecchio. E lo è! E’ stato lui a suggerire a Lenin di adottare il rosso nella bandiera sovietica, perché si intonava bene con il beige della sua giacchetta a coste fine. Qualche sovversivo propone di candidare Vendola, il quale però è troppo nuovo, troppo giovane, troppo bravo, si sa mai che vinca, e se vince che figura ci fanno? Nonnò, andiamo sul sicuro, Bertinotti.
Poi c’è coso, lì, il Partito della Porchetta Libera, con Forza Italia che sembra essersi fusa con Alleanza Nazionale ma non si capisce bene perché, fino a quando, da quando, e neanche se sia vero o no, la versione italiana delle nozze di carla bruni con sarkozy. Per rastrellare un po’ di voti cattolici, ora il Lestofante ha deciso di appoggiare la proposta di moratoria sull’aborto di quel matto di Ferrara, il quale però si candiderebbe con liste proprie.The assassination of Romano Prodi by the coward Clemente MastellaIn disparte resta la lega, ma chi ci ha mai capito qualcosa della lega? Non confluiranno nel partito unico ma saranno comunque alleati, tranne negli orari in cui bossi deve prendere le pastiglie e calderoli deve portare a passeggio il maiale. Il maiale, che pare non sarà candidato a leader, è quello che si distingue da bossi perché non prende pastiglie e da calderoli per l’eleganza e la simpatia. E Casini, Casini che fa? Nun se sa. Berlusconi gli ha detto vieni, lui cincischia, se la mena, perché intanto due o tre ceffi della sua compagnia stanno fondando un nuovo centro che sta più al centro del centro e gli stanno facendo gli occhi dolci. E se Casini andasse di qua? E se Casini andasse di là? E se Casini se ne andasse in casino con tutti i suoi? Infine c’è la Destra, che vorrebbe viaggiare per conto proprio e candidare la Santanché sperando che i loro lobotomizzati elettori la scambino per la mussolini, e minacciano anzi di fare campagna elettorale contro il mostro bicefalo di Berlusconi e Fini. E’ bello constatare quanta faccia da culo possa avere storace per fare minacce del genere, dopo aver accettato non solo l’appoggio ma molti sonanti milioni di finanziamento da parte del lestofante di arcore, ma del resto sono i piccoli vantaggi dell’avere un elettorato analfabeta e privo di pollice opponibile.
L’unico che resta da sistemare, se non mi sfugge qualcosa, è Mastella. Che fine ha fatto, il Robert Ford de noantri? Chi si vorrà caricare in spalla il ceppalonico con la sua manciata di voti e parenti e, soprattutto, chi si fiderà a voltargli le spalle? Si sarà mica ritirato a crimini privati?

Questa la situazione ad oggi, anzi, questa la situazione a cinque minuti fa. Se avvertite un leggero malessere, un giramento di capo, la sensazione di poter volare, mettete i polsi sotto l’acqua corrente ed assicuratevi di avere qualche persona sobria al vostro fianco. Nonostante la tentazione sia forte, non bevete alcolici. A presto, per un’altra dose.




11/2
2008

Gli impeccabili

Dieci anni fa, Bube era un bravo ragazzo. Aveva la barba ed i capelli lunghi, era trasandato, fumava un sacco di canne e si ubriacava spesso, se ne andava in giro a piedi per le strade del Borgo con una tazza di metallo legata alla cintura. Era bello ed accanto a sè aveva le proverbiali mille donne, di cui alcune fidanzate con altri. A Piccolo Comune Limitrofo, dove abitava, veniva addidato quale pessimo soggetto, tipo da cui tenere alla larga le proprie figlie e sorelle, nonostante facesse volontariato con quei fricchettoni dell’Operazione Mato Grosso e non avesse mai fatto male ad una mosca, non fosse mai stato coinvolto in una rissa, non avesse mai molestato un bambino neanche in fotografia. Viveva con poco, e di lavoro faceva il fornaio, poi è successo chissà cosa. Una sbandata, una crisi di valori, un evento sociologico, chissà.
Bube l’ho rivisto di sfuggita un paio di giorni fa. Aveva ancora i capelli e la barba abbastanza lunghi, ma indossava una tunica immacolata da cui spuntavano due scarpe nere da beccamorto ed una bardatura viola attorno al collo. Difficile dirlo, vista la tunica, ma tutto lasciava supporre che non avesse alcuna tazza legata alla cintura e del resto mi dicono non fumi più sigarette divertenti e si tengalontano dalla bottiglia. Ha promesso anche che non metterà più le mani su una donna, e quando dico "mani" capite cosa intendo. Non fa più il fornaio, è appena stato assunto da una grossa multinazionale, la più grossa di tutte: Chiesa Cattolica. Con la testa alta e lo sguardo assorto Bube entrava in chiesa circondato da altri vestiti allo stesso modo, giovani e meno giovani, e da un tizio barbuto con il la mitra in testa ed un bastone da pastore in mano. Piccolo Comune Limitrofo era in festa, con le bandierine che sventolavano tra i pali della luce ed i parrocchiani che si accalcavano a vedere il loro figliol prodigo, salutandolo commossi, acclamandolo, perdonandogli tutti i peccati di cui prima ingiustamente lo accusavano. Da quanta gente c’era non ci si riusciva ad entrare, in chiesa, e sul piazzale qualcuno aveva scritto con la vernice spray "W don Bube esempio per i giovani". Esempio per i giovani, suvvia, come siamo volubili, come siamo meschini ed ipocriti. Bube non lo conosco più, non so se gli piaccia ancora suonare il bongo o se d’ora in poi userà la propria voce serena e suadente solo per ammansire i poveri in attesa che giunga il regno del suo signore. Io confido nel fatto che una brava persona possa restare tale anche se il destino lo spinge sulla cattiva strada, che le cattive compagnie ed il fumo d’incenso possano rovinarti solo fino a un certo punto, che il nocciolo umano sia resistente, ed il suo nocciolo era molto buono, pieno d’energia brillante. Dieci anni fa, Bube era un bravo ragazzo. Chi l’avrebbe detto che finiva così.




5/2
2008

Specialità: metafore alla griglia

Alla fine, Marini ha fallito, il governo istituzionale non si farà, si torna a votare entro Aprile. Ricomincia la campagna elettorale.
Non vi eravate accorti che fosse finita?
Sarete stati distratti, forse eravate in bagno, comunque ora ricomincia.
Il Lestofante Capo e i suoi sgherri ricominceranno a promettere fantasiose mirabilie, il partito cosiddetto democratico e la sinistra continueranno a rinfacciarsi gli errori degli ultimi due anni trovando ancora una volta, tra mille distinguo e calcoli macchiavellici, una parvenza d’unità solo in funzione antiberlusconiana, e noi nel mezzo a decidere chi è meno rivoltante.
Finché c’è il Lestofante in circolazione, poi, è anche semplice: il meno rivoltante è qualsiasi altra cosa, però dai. E’ come essere invitati ad un ristorante in cui metà del menu lo abbiamo già assaggiato ieri e non era buono, l’altra metà l’avevamo mangiato la settimana scorsa e siamo restati per giorni a contorcerci sul water, ed i pochi piatti nuovi suonano invitanti come lo stufato di cavallette. Insomma,

"Tu cosa prendi?"
"Mah, le lasagne alla mortadella con i funghi di ceppaloni mi sono rimaste sullo stomaco, mi sa che stavolta opto per lo stracotto alla milanese con scarafaggetti di fiuggi e scarafaggioni alla romana."
"Ma l’altra volta non ti aveva devastato l’intestino?"
"Sì, ma continua ad avere un aspetto invitante, forse hanno cambiato la ricetta..."
"Ne dubito. Io sarei tentato da questo nuovo stufato di cavallette alla genovese, vedo che lo prendono tutti..."
"Ho sentito dire che ha più o meno lo stesso sapore dello stracotto. E se provassimo gli gnocchi arcobaleno?"
"Mi sa che li fanno con gli avanzi del giorno prima."
"Qualcosa bisognerà pur mangiare."
"Il cuoco dice che è buono tutto."
"Sè, chiedilo a lui. Dicono sia un noto sadico."
"E se andassimo a casa mia a farci due spaghi?"
"Mannò, che palle, restiamo qui, almeno c’è il riscaldamento. Guarda che bell’aspetto hanno quelle zampe di maiale alla vaticana, che ne dici?"

Ecco, il cuoco è un sadico, i camerieri hanno il dito nella minestra e noi invece di pretendere almeno piatti migliori e di spaccare bicchieri per terra fino ad ottenerli, continuiamo a stare seduti composti e trangugiare schifezze che ci faranno stare male, ingannati dal fine design del menu e dall’eleganza delle portate. Al limite, se proprio non ce la facciamo più, digiuniamo solennemente per protesta. Pensare che eravamo una nazione di grandi cuochi, prima che mettessero sulla porta della cucina quel gigantesco cartello "Non disturbare". E noi, da bravi clienti, non disturbiamo.