 10/5/2004 3.37.57 Antonello |
Allora, vedere BP in un lasso di tempo piuttosto ampio è cosa assolutamente letale. Molti fatti si possono ricostruire per ellissi; non è raro vedere di un intero filo narrativo solo l’inizio e la fine e riempire il vuoto tramite deduzione. Un esempio a portata di chi ha visto mezza serie? Saotome, uno dei personaggi colonna, viene inquadrato nel primo episodio come un giovane, calmo nichilista ("perchè si ostinano a vivere, se tanto dovranno morire") e lo si ritrova nel quarto (l’episodio dell’otaku)- a 5 anni di distanza - novello manipolatore occulto, spacciatore di sottomissione. Quel che è successo in mezzo non lo si saprà mai, ma il passaggio è chiaro: il pessimismo sociale ed esistenziale si può tramutare nella premessa per un atteggiamento totalitario. La sfiducia nell’uomo rende lecito violentare l’uomo per i propri fini. Esattamente quello che fa Saotome. Il consiglio è davvero quello di rivedere la serie una seconda volta. Così si può scoprire che bastano i primi sei episodi per appurare chi sia il serial killer che sta di sfondo alle vicende. Segue un DUBBIO SPOILER dato che si parla di cose che tutti (tranne Gmg) hanno già visto, intendo la prima metà della serie. Il serial killer è la dottoressa. Si capisce che il siero sperimentale che induce l’evoluzione ce l’ha lei, siero che ha somministrato al "ragazzo dei ragni", alla mamma della bambina delle farfalle; questo siero le è stato portato da Kuroda, l’investigatore che compare anche nella sigla e che ha parlato con Nagi Kirima; quel siero è stata la causa della nascita del serial killer. Tutte queste cose le dice il poliziotto mentre si annoia alla stazione di polizia. Nel quinto episodio vediamo, in un flashback di una "farfalla", la dottoressa che scaglia un cadavere dal proprio balcone e all’inizio dell’episodio seguente il "fantasma" di lei che ha appena ucciso quella che sarà la protagonista di quella stessa puntata. Nel mezzo di quell’episodio c’è anche un altro flashback "farfallesco", brevissimo (un paio di secondi) in cui si vedono Nagi Kirima e Boogiepop che annientano di concerto la dottoressa, questa volta con un viso mostruoso. Questo è l’ultimo atto di quella storia. Non sappiamo del tutto come si siano svolti i fatti, però sappiamo che Nagi Kirima era in quell’ospedale cinque anni prima, paziente della futura assassina, e che non era la sola lì presente... Addirittura, sempre deducendo dalle ellissi e dai pezzi sparsi nel corso della narrazione, potremmo addirittura tracciare il profilo della serial killer: due sue vittime (la madre del ragazzo dei ragni e la ragazza protagonista del sesto episodio) vengono definite da lei "persone forti", mentre Panulù, la ragazzina che confortava la protagonista del terzo episodio (quella dell’amore universale) aveva chiaramente una gran forza di spirito. Fear Ghoul, ovvero il serial killer, ovvero la dottoressa della morte, amava uccidere proprio le persone forti. Fra un dettaglio e l’altro, si possono ricostruire alcune tappe delle molte storie, e in questo BP è anche un mirabile esempio di sintesi narrativa. Oltretutto, non soffermandosi su come si siano svolte ordinatamente le cose, chiarisce la natura di alibi della trama. Essa è frammentata perchè la città stessa è un’entità frammentata. Allora, vedere BP in un lasso di tempo piuttosto ampio è cosa assolutamente letale. Molti fatti si possono ricostruire per ellissi; non è raro vedere di un intero filo narrativo solo l’inizio e la fine e riempire il vuoto tramite deduzione. Un esempio a portata di chi ha visto mezza serie? Saotome, uno dei personaggi colonna, viene inquadrato nel primo episodio come un giovane, calmo nichilista ("perchè si ostinano a vivere, se tanto dovranno morire") e lo si ritrova nel quarto (l’episodio dell’otaku)- a 5 anni di distanza - novello manipolatore occulto, spacciatore di sottomissione. Quel che è successo in mezzo non lo si saprà mai, ma il passaggio è chiaro: il pessimismo sociale ed esistenziale si può tramutare nella premessa per un atteggiamento totalitario. La sfiducia nell’uomo rende lecito violentare l’uomo per i propri fini. Esattamente quello che fa Saotome. Il consiglio è davvero quello di rivedere la serie una seconda volta. Così si può scoprire che bastano i primi sei episodi per appurare chi sia il serial killer che sta di sfondo alle vicende. Segue un DUBBIO SPOILER dato che si parla di cose che tutti (tranne Gmg) hanno già visto, intendo la prima metà della serie. Il serial killer è la dottoressa. Si capisce che il siero sperimentale che induce l’evoluzione ce l’ha lei, siero che ha somministrato al "ragazzo dei ragni", alla mamma della bambina delle farfalle; questo siero le è stato portato da Kuroda, l’investigatore che compare anche nella sigla e che ha parlato con Nagi Kirima; quel siero è stata la causa della nascita del serial killer. Tutte queste cose le dice il poliziotto mentre si annoia alla stazione di polizia. Nel quinto episodio vediamo, in un flashback di una "farfalla", la dottoressa che scaglia un cadavere dal proprio balcone e all’inizio dell’episodio seguente il "fantasma" di lei che ha appena ucciso quella che sarà la protagonista di quella stessa puntata. Nel mezzo di quell’episodio c’è anche un altro flashback "farfallesco", brevissimo (un paio di secondi) in cui si vedono Nagi Kirima e Boogiepop che annientano di concerto la dottoressa, questa volta con un viso mostruoso. Questo è l’ultimo atto di quella storia. Non sappiamo del tutto come si siano svolti i fatti, però sappiamo che Nagi Kirima era in quell’ospedale cinque anni prima, paziente della futura assassina, e che non era la sola lì presente... Addirittura, sempre deducendo dalle ellissi e dai pezzi sparsi nel corso della narrazione, potremmo addirittura tracciare il profilo della serial killer: due sue vittime (la madre del ragazzo dei ragni e la ragazza protagonista del sesto episodio) vengono definite da lei "persone forti", mentre Panulù, la ragazzina che confortava la protagonista del terzo episodio (quella dell’amore universale) aveva chiaramente una gran forza di spirito. Fear Ghoul, ovvero il serial killer, ovvero la dottoressa della morte, amava uccidere proprio le persone forti. Fra un dettaglio e l’altro, si possono ricostruire alcune tappe delle molte storie, e in questo BP è anche un mirabile esempio di sintesi narrativa. Oltretutto, non soffermandosi su come si siano svolte ordinatamente le cose, chiarisce la natura di alibi della trama. Essa è frammentata perchè la città stessa è un’entità frammentata. Vabbè, ora ritorno a studiare. |