26/1
2009

La vita quotidiana ai tempi del croccante di mandorle

Nonostante io sia piuttosto entusiasta del nuovo soggetto politico promosso da Nichi Vendola, devo ammettere che l’avventura comincia con qualche passo falso. Per esempio:
il nome: "Rifondazione per la sinistra". Davvero abbiamo un vocabolario così limitato da dover riciclare il termine "rifondazione"? Voglio dire, cosa sarebbe questa, la rifondazione di rifondazione? O un maldestro tentativo di scippare voti ai compagni? Dai sù, si può fare di meglio, un po’ di fantasia (al potere).
il simbolo: o la mancanza di simbolo. R.P. (stellina) S. sembra il logo di una radio privata (Radio Pecora Sarda, forse). Capisco che in questo modo si risolva l’annoso dibattito falcemartello sì/no, restano pur sempre un sacco di graziosi animaletti comunisti non sufficientemente sfruttati nell’iconografia partitica. Per esempio, la pecora sarda.
il discorso: compagno Vendola, la sintesi non è il tuo forte. Va bene che è un momento storico, la nascita di un nuovo partito in Italia e tutto il resto, ma se il tuo discorso viene una pagina più lunga di quello di Obama all’insediamento alla Casa Bianca forse c’è qualcosa da rivedere.
Ad ogni modo, siamo tutti con te. Io e le mie personalità multiple, almeno. Andiamo avanti, il viaggio è appena (ri)cominciato.

Niente c’entra con niente c’entra con niente. Quest’inverno dei nostri stenti sta durando più del previsto e mi sta affossando l’umore. Per fortuna esistono le sigarette in cantina e continuano ad arrivare arance di contrabbando dalla Sicilia, così grandi e così gustose che le sparute imitazioni dei supermercati settentrionali inacidiscono per l’invidia. E comunque sulla questione meridionale/settentrionale sottoscrivo in pieno quanto dice il compagno Vendola: l’è na ciavada.

Molti italiani, per motivi che mi sfuggono, ancora nel 2009 esprimono un certo livore pregiudiziale nei confronti dei francesi. Dicono che sono dei mangiarane, che hanno la puzza sotto il naso, che si infilano le baguette sotto le ascelle ed altre banalità originate probabilmente dal fatto che i francesi hanno spesso bastonato l’italia a calcio e ci hanno occasionalmente invaso militarmente. A parte il fatto che l’accusa di mangiare rane è ridicola, perché nessun popolo civilizzato farebbe una cosa del genere, io desidero invece esprimere la mia solidarietà ai francesi per l’ospitalità da loro accordata a quella cantante diversamente intelligente nota ai più come Carlà Brunì. Certo, in questo caso la colpa ricade principalmente sul loro malefico presidente che se l’è sposata, e di conseguenza su quelli che se lo sono votato, ma mi ha lo stesso impressionato sapere che il giorno di capodanno è andato in onda in Francia uno speciale su di lei lungo 80 minuti. Mi sembra una punizione sproporzionata, e d’alta parte qui in Italia mica ci siamo sciroppati un’ora e mezza di speciale sulla Carfagna.

(La Bruni, da quando vive all’Eliseo, ha scoperto che il Potere non è una specie di Grande Fratello che vuole controllare tutti e reprimere tutto, nooo, è una cosa molto bella che serve ad aiutare la gente, purtroppo molti non lo capiscono, e tra questi - presumo - anche gli stronzi delle banlieu che il suo marituzzo aveva così a cuore. State attente, gentili lettrici, questo è l’effetto che fa un’infiltrazione di botox nel cervello.)

Per dirla in altri termini, per anni si è fatto un gran parlare della questione meridionale, mentre i contributi elargiti a cazzo finivano nelle tasche di qualche farabutto ed il nord si arricchiva. Ora i politici/amministratori settentrionali fanno fronte comune e trasversale sollevando il problema del nord così a lungo trascurato dallo Stato, intercettano i contributi altrimenti destinati al meridione e si arricchiscono ulteriormente. La cosiddetta tecnica del chiagnere e fottere.

Nell’avvicinarsi del Giorno della Memoria, gli israeliani si rammaricano del recente aumento delle espressioni di antisemitismo in seguito all’invasione di Gaza. Me ne rammarico anch’io, personalmente ritengo assolutamente idiota disegnare svastiche o prendersela con i negozi gestiti da ebrei o con gli ebrei tout court a causa di quello che è successo a Gaza. Ogni scusa è buona per puntare il dito contro Israele. Certo che il governo israeliano, da parte sua, se avesse voluto evitare interferenze con il Giorno della Memoria avrebbe potuto lasciar vivere quel migliaio di palestinesi qualche settimana in più. Tanto il fosforo mica scadeva.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




23/1
2009

Una faccia già vista

L’omino di sporco in cantina
Tempo, olio ed entropia su acciaio verniciato.

In cantina vive l’omino di sporco. E a giudicare dall’espressione non se la passa neanche male.
:)


Disclaimer: Questa foto aderisce al movimento del Bruttinismo. D’altra parte non è che voi siate fotomodelli, in generale.




22/1
2009

La rivoluzione ad energia solare

Forse avrete avuto sentore del fatto che gli americani hanno eletto un nuovo presidente, tale Obama. L’altra sera stavo ascoltando alla televisione il suo giuramento, peraltro doppiato in diretta da un cane balbuziente, ma più o meno a metà mi hanno informato che era arrivato un convoglio segreto carico di arance biologiche e carciofi siciliani e dovevo andare a ritirare la mia parte di bottino, per cui me lo sono dovuto andare poi a cercare su Internette. E’ la prima volta che leggo un discorso di un presidente, americano o meno. Bello. Per vostra comodità, dato che sarebbero una cinquina di pagine, l’ho riassunto di seguito. I più pigri possono andare direttamente alla postilla.

Barackevara"Compagne e compagni americani, non sono qui per lodare Bush, casomai per seppellirlo. Spesso il giorno del giuramento presidenziale piove, spero vi siate portati un ombrello. Casomai ne ho qui alcuni da prestarvi. D’altra parte sarete consapevoli del fatto che è un periodaccio. Guerra, Povertà, Disoccupazione, Carestia, e quell’altro cavaliere dell’apocalisse di cui ora non mi ricordo il nome. Comprensibilmente, alcuni di voi si staranno cagando in mano. Però è anche vero che Bush ve lo siete votati, eh. Due volte. Non c’è da stupirsi se piove! Ma oggi speriamo che faccia bello. Qualcuno ha guardato il meteo? Vabbè, non sono qui per parlare del tempo, quindi andiamo avanti.

Siamo l’america, siamo pur sempre l’america, cazzo! Presente l’america? L’a-me-ri-ca. Ce la siamo sempre cavata, ce la caveremo anche stavolta. A patto che vi dimentichiate tutte quelle stronzate viste su MTV e vi ricordiate che l’avvenire non è del chihuahua di Paris Hilton, è del popolo lavoratore! Mentre voi sgobbavate come muli in silenzio, i vostri capi si arricchivano sulle vostre spalle, sniffavano la coca dal seno di fotomodelle moralmente discutibili e si montavano i cerchioni d’oro sui SUV! Ed ora che vi hanno mandato in rovina, piagnucolano e chiedono l’aiuto dello Stato! E così hanno fatto con i vostri padri, e con i vostri nonni, partiti da posti sfigatissimi sui gommoni per venire qui. Sono stati sfruttati, poi illusi di nuovo, poi costretti ad ammazzarsi di fatica nei campi, infine mandati a farsi sparare in giro per il mondo. Ma erano dei lavoratori, si sono dati da fare ed hanno resistito nei loro ideali perché sognavano una società di uomini liberi e uguali.

La rivoluzione che loro non sono riusciti a compiere, la compieremo noi oggi! La forza del proletariato è rimasta inalterata, è ora di rompere gli indugi, rialzare il pugno al cielo, toglierci di dosso la polvere e rimetterci all’opera. Lo stato dell’economia richiede un’azione, forte e rapida, e noi agiremo – non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le fondamenta di un nuovo sistema economico. Costruiremo un mondo migliore. E lo faremo con energie rinnovabili.

Alcuni pensano che io sia solo un cazzaro, ma io vi dico che il proletariato unido jamas serà vencido, o una cosa del genere.
Le forze controrivoluzionarie non hanno ancora capito di avere i giorni contati. Hanno governato questo paese per decenni e lo hanno trasformato in una latrina invivibile. La Storia li chiamerà e li giudicherà, e laddove la Storia non arriverà li giudicheremo noi – il popolo. La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. E’ chiaramente una forza del male. Ma finché non avremo preso il controllo dei media, dovremo far finta di volerci convivere, nonostante siano sotto gli occhi di tutti la sua degenerazione e la condizione di sfruttamento dell’uomo sull’uomo che questo sistema economico continua a perpetrare.

Nel frattempo, ripristineremo i diritti civili, quelli con cui Bush si è pulito il sedere negli ultimi otto anni. Non possiamo continuare a bombardare in giro a cazzo chiunque ci contraddica. Tra l’altro, non è educazione. Purtroppo bisognerà mettere una pezza a tutti i danni fatti dal mio predecessore, e speriamo che qualcuno ci dia una mano perché io vi giuro che non so da che parte cominciare. Eppoi c’è la minaccia atomica, il riscaldamento globale... è un tale casino, raga, non so chi me l’abbia fatto fare. Ma è anche vero che noi siamo pieni di risorse. Quanto ai terroristi, toglieremo loro ogni argomentazione contro di noi dimostrando che non il censo, né l’origine nazionale, né il sesso, né la carica o il grado, ma le capacità personali di ogni cittadino determineranno la sua posizione nella società americana. Ed ai compagni musulmani, non daremo loro scuse per continuare ad incolparci di tutto quello che gli succede di male. Ahmed, non è che se tua moglie ti lascia e tua figlia è ‘na zoccola ed il cammello si rompe una zampa è colpa mia! Fattene una ragione! Però conosco degli ottimi avvocati divorzisti, e posso darti una mano. Se prima mi fai vedere cosa c’è nella tua. Ai poveri, agli sfruttati, noi offriamo la nostra solidarietà di lavoratori e tutto il sostegno necessario per affrancarsi dalla schiavitù borghese, e faremo pressioni sulle democrazie borghesi perché sollevino il loro tallone dalle vostre schiene.

Mi informano in questo momento che un sacco di americani oggi hanno preferito andare a fare una passeggiata o a sciare. Buon per loro, l’esercizio fisico è importante!

Così come è importante che continuiamo tutti ad avere fiducia e ad essere determinati nel raggiungimento dei nostri valori, solidali con gli stranieri e con i compagni. Certo, il socialismo non è mai stato sperimentato prima d’ora in questo paese, ma i valori su cui si fonda sono antichi. Alcuni storceranno il naso ma è il nostro dovere rivoluzionario e credetemi, è bellerrimo volerlo assolvere. Non sarà facile, ma le difficoltà rafforzano il carattere, come mi diceva sempre mio padre. A proposito, ma ci credereste che mio padre una volta lo chiamavano negro, mentre ora io sono il presidente degli Stati Uniti? Se solo avesse potuto immaginarlo, il nonno di McCain se lo sarebbe raccolto da solo, il fottuto cotone!

Già che siamo in vena di ricordi, faceva un freddo cane quell’anno a Stalingrado, più freddo di quanto gli Stormy Six potessero mai immaginare. Soffiava il vento e urlava la bufera, tutto sembrava perduto, alcuni iniziavano a dubitare della vittoria ma poi il compagno Stalin prese la parola e disse:

“Nell’esercito sovietico ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad avanzare.”

E ne fece fucilare un paio a caso tra quelli che si lamentavano, giusto per dare maggior efficacia al proprio incoraggiamento.

Compagni. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno, finché non giungerà infine la Rossa Primavera. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull’orizzonte e gli ideali socialisti a guidarci, abbiamo portato avanti i grandi doni della libertà e dell’uguaglianza e li abbiamo consegnati intatti alle generazioni future.
"

ATTENZIU’! POSTILLA!
Uhmf. Il riassunto è venuto comunque un bel po’ lungo. Questi presidentacci, sempre così prolissi. Per non togliere tempo a voi e visitatori a youporn, di seguito un riassunto del riassunto:

"Compagne e compagni americani, Bush merda.
Siamo in un bel casino, ma fiduciosi che l’avvenire è del popolo lavoratore. Il capitalismo ci ha illuso e sfruttato come ha fatto con i nostri padri prima di noi, è ora di darci un taglio: faremo la rivoluzione, e la faremo ad energia solare. Il capitalismo e le forze conservatrici hanno ridotto questo paese a schifìo, ma ora ripristineremo i diritti civili e promuoveremo un nuovo assetto economico e politico a livello mondiale, per rendere questo mondo un posto migliore per noi e per i nostri figli. Non sarà facile, ma se fosse stato facile lo avremmo fatto prima, no? Allora smettiamola di frignare, rimbocchiamoci le maniche e mettiamoci al lavoro, ne varrà la pena. Para el socialismo, hasta la victoria, siempre!
"




14/1
2009

O magari esiste e l’autobus esplode

bus ateiA volte (oggi è una di quelle volte) mi domando come sia possibile che tanta gente trovi ancora nel 2009 così spassoso impiegare il tempo a disquisire sull’esistenza, o sulla mancanza di esistenza, o sull’immanenza di dio. L’occasione scaturisce dall’inziativa dell’UAAR (che sembra il rumore che fa il campanello di Dylan Dog, ma dovrebbe essere una sigla e sicuramente c’è la parola "ateo" in mezzo) di far girare per Genova degli autobus con su scritto "Dio non esiste", e dalle reazioni a questa iniziativa, e dalle reazioni alle reazioni fino al topolino che al mercato mio padre comprò. Se è possibile saltare a pié pari e con una pernacchia quanti affermano che un messaggio del genere offende la sensibilità religionista, alcuni ritengono tuttavia che non è possibile dimostrare "scientificamente" e neppure "logicamente" la non esistenza di dio, quindi sostenere che "dio non esiste" è più o meno altrettanto razionale quanto sostenere che "dio esiste". Cioé, non è razionale. E’ una professione di fede, in un certo senso. Altri ribattono che si tratta di una legittima presa di posizione rispetto alla prepotenza della Chiesa, che trae dalla pretesa e scontata esistenza di dio l’origine del proprio potere spirituale e soprattutto materiale: ovvero, se il papa può affermare perentoriamente che dio esiste, ed in virtù di questo influenzare la vita pubblica e privata di un miliardo di gonzi che gli credono, allora è diritto di chiunque ricordare che invece dio no, non esiste, stiamo bene anche senza, vedete che bugiardone è il papa? Insomma, ci si confronta su cose molto serie, uno di quei grandi dilemmi dell’umanità che dovrebbero dare un senso alla nostra esistenza, e lo si fa con i soliti toni ed argomenti da bambini dell’asilo. Solo che i bambini dell’asilo di solito riservano tanta veemenza ad argomenti un po’ più concreti, come la potenza dei Gormiti o il prezzo della ketamina, e non lo fanno per attirare l’attenzione della televisione sull’argomento. Dio esiste? Dio non esiste? Ha la barba, otto braccia, le mammelle? C’è un solo modo per saperlo, ma nonostante il gran dispendio di energie speso per discuterne nessuno sembra avere particolarmente fretta di andare a verificare di persona. La questione diventa ancora più spinosa quando si affronta il tema dell’esistenza di Allah: da un lato il tizio ha un pessimo ufficio marketing, dall’altro è pieno di gente ansiosa di andare a verificare di persona la sua esistenza. Però poi non danno più notizie, quindi non è che cambi molto dal nostro punto di vista. Al limite uno si guarda attorno e si fa un’idea in base agli elementi che ha a disposizione: fame nel mondo, guerra, pestilenze varie, berlusconi, riscaldamento globale, giusy ferreri, pedofilia, traffico d’organi, aids dei gatti, windows vista, fiat qubo... Probabilmente dio esiste, ma gli piacevano di più i dinosauri. Senz’altro se esiste non si sta curando granché dei nostri affari, o se lo sta facendo lo fa in uno di quei modi contorti e misteriosi che nessuno capisce e porta a risultati difficili da interpretare (tipo David Lynch o Albus Silente). Insomma, anche se teoricamente potrebbe esistere, ai fini pratici dio non esiste, perché se esiste fa finta di non esserci, o fa finta di avere altro da fare, tipo ispirare indignate proteste contro la sperimentazione sulle staminali o scaricare suonerie. Certo, se avesse una pagina su Facebook sarebbe tutto più semplice (anche se io non lo verrei a sapere, quindi potrebbe anche averla, quindi potrebbe anche esistere, quindi siamo punto e a capo). Ma non ci si potrebbe, in fin dei conti, regolare nei confronti di dio allo stesso modo in cui lui si regola con noi? Non è che la mia vita sia costellata di eventi sovrannaturali ai quali devo urgentemente dare un senso, non devo neanche prendere l’autobus a Genova, pertanto chissenefrega se esiste dio, quando il mondo è tanto ricco di agenti vaticani da combattere.




13/1
2009

Life on Marx

Dopo l’harakiri estivo, è finalmente giunto il tanto atteso momento della nuova scissione di Rifondazione Comunista: Nichi Vendola si è scocciato di stare a guardare Ferrero, che d’altra parte non è neanche un bell’uomo, ed assieme alla propria ghenga ha abbandonato la direzione di Rifonda deciso a costruire un nuovo "soggetto politico". Magari non sembra una buona notizia, ma è il primo segno di vita a sinistra di Di Pietro (quindi, a sinistra) negli ultimi sette/otto mesi. Molti, prevedibilmente, useranno la metafora della scissione dell’atomo. Bene! La scissione dell’atomo produce energia, è già qualcosa. Ferrero, se esclusiamo quegli ottimi cioccolatini, finora non ha prodotto niente (e comunque anche i Rondnoir sono stati una delusione).
Resta il mistero di cosa farà ora Vendola. L’ipotesi più probabile è che recuperi i cocci della Sinistra Balenata (Mussi, Verdi e cianfrusaglie varie) e tenti di costituire un movimento di sinistra che non rinneghi la propria origine ma vada oltre il dibattito sul testamento di Lenin. Magari farà schifo, è pur vero che ultimamente la sua stella si è un po’ appannata. Magari no, e devo ammettere che io Vendola lo apprezzo parecchio: perché è buffo quando parla, perché è l’unico comunista che abbia vinto qualcosa che non sia un salame alla festa dell’unità, perché era uno dei pochi politici contro i bombardamenti sulla Serbia, perché ha (aveva?) carisma e capacità di coinvolgere e di convincere, buone idee e buoni argomenti. Perché è uno dei pochi che quando parla, sembra credere a quello che dice. Resta il problema che è cattolico, e secondo alcuni troppo moderato, troppo fuffaiolo, ma come dicono da queste parti "con la siccità va bene anche la tempesta*". E di questi tempi, francamente, si muore di sete.



*Tanto poi chiedono i contributi per le calamità naturali.




12/1
2009

Kill your idol (and eat him)

"Alcuni lo ricordano ancora mentre accende una sigaretta,
altri ne hanno fatto un monumento per dimenticare un po’ più in fretta.
"
(F. De Gregori)

Lo so che certi cadaveri illustri sono patrimonio dell’umanità, ma possibile che di tutte le persone intelligenti che lo conoscevano, molte delle quali suppongo in buona fede, nessuno si sia reso conto di quanto avvilente fosse la monumentale baracconata gestita da quel topastro infighettato di Fazio? O forse, sono solo io che c’ho lo stomaco delicato, per via della nota allergia ai santini.

"Aspetterò domani, dopodomani e magari cent’anni ancora finché la signora Libertà e la signorina Anarchia verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni repubblicane erano considerate utopie."
(F. De Andrè)

L’unico anarchico buono per la televisione è un anarchico morto. Dopo dieci anni, diventa così buono che ci si possono fare scorpacciate collettive in prima serata, condito con luoghi comuni, figure retoriche e vecchi colleghi in disarmo (se ci scappa una lacrimuccia, meglio).




7/1
2009

Al cinema con il prof. Maloroso

Non so voi, ma qui fa freddo. Se questo rende ancora più fastidioso il fatto che l’amico Putin abbia deciso di chiudere i rubinetti del gas*, almeno mi ha offerto la ghiotta occasione di chiudermi in casa a guardare qualche film come un ghiro in letargo, o di chiudermi al cinema a guardare qualche altro film come un altro animale cinefilo a scelta. Ecco il puntuale benché conciso frutto di tanta pigrizia:

Millionaire
L’India è l’unico paese al mondo dove anch’io avrei potuto vincere "Chi vuol essere milionario", peccato che con dieci milioni di rupie non ti compri neanche il biglietto del treno per andare in un posto decente. Però in stazione si organizzano dei rave da paura.

Happy go lucky
La protagonista è così fastidiosa, stupida ed irritante da far sembrare simpatica Amelie. Ed Amelie è la cosa peggiore capitata a questo continente dopo la peste bubbonica del 1347.

Wanted
Il concetto è: sei un impiegatino di merda che ha perso il controllo della propria vita e del proprio destino? Torna ad essere un vero uomo entrando in un’organizzazione clandestina ed uccidendo quante più persone possibili. Banale. Matrix e Fight Club sono del 1999, Ordine Nuovo addirittura del ’69.

Duma
E’ la toccante storia d’amore tra un ragazzo ed il suo ghepardo, le cui nozze sono impedite dalla famiglia del ghepardo, molto tradizionalista. I due sono costretti a fuggire a zonzo per l’Africa, poi succede qualcosa che non ricordo e tutti vissero felici e contenti.

Titolo rimosso chirurgicamente
Dei tizi idioti fanno cose idiote sulla neve, provocano una valanga, un numero decisamente insufficiente di persone muore, altri idioti fanno altre cose idiote, in un crescendo di bucolica idiozia sulla neve. L’idea era: mettiamoci degli snowboard, e delle bombe, e vediamo cosa succede. Possa la valanga seguirli fino a casa.



* Non per me, che ho trascorso un’intera giornata ad accatastare quintali di legna per la stufa come un fottuto castorino. Ora può anche arrivare l’era glaciale, sono affari vostri.




31/12
2008

Buon 2008, per quel che vale

Il 31 Dicembre. Cazzo, non avrei mai pensato che il 2008 potesse arrivare a tanto. Mi è anche venuta in mente, finalmente, una classifica alla mia portata: la classifica delle cose che hanno attirato di più il mio odio nel corso dell’anno. Una cosa molto seria, come sempre.

1. Il governo/l’opposizione/il vaticano (basta una riga sola)
2. L’estinzione della sinistra italiana
3. Facebook, e chi mi chiede se ci sono
4. L’Audi, e in generale chi sorpassa tutta la colonna e poi vuole buttarsi a destra
5. Chi si vuole buttare a destra
6. La pseudoindipendenza del Kosovo
7. Le emergenze telecomandate: rifiuti, sicurezza, automobilisti ubriachi, banche drogate

Ma soprattutto,

8. Non trovare più la Budvar alla coop del Borgo.

Per il 2009, comunque, confidiamo in Obama.




23/12
2008

Merry crisis and happy new fear

Come certo non vi sarà sfuggito, anche quest’anno sta per arrivare il natale. In questo periodo dell’anno nei paesi occidentali è ormai tradizione consolidata darsi un gran daffare per sembrare più cinici e disincantati e infastiditi del solito e far vedere così di avere palle grosse come il debito Alitalia e di essere insensibili allo stucchevole spirito delle feste. Poi se capita ci si rivede per l’ottantesima volta "Una poltrona per due", di nascosto, e magari ci scappa anche un "Vacanze di Nasale", purché pubblicamente si dichiari sempre di essere contro.

Pure io una volta detestavo il Nasale, perché odiavo le sue vaghe implicazioni cristiane, il consumismo, i cenoni in famiglia, i regali, le canzoncine, i buoni sentimenti, la bontà in genere e l’estremo kitsch di Babbo Nasale. Ora, però, la vedo un po’ diversamente. Continuo a sbattermene dell’aspetto cristiano della vicenda, come pure di quello pagano o di altre allucinazioni a vostra scelta, e Babbo Nasale lo brucerei vivo ai grandi magazzini, ma non mi inorridiscono più così tanto i giorni di festa prossimi venturi. Quest’anno, poi, non ci sarebbe particolarmente un razzo da festeggiare, tra catastrofi politiche ed economiche e sociali varie ed eventuali (vabbé, a parte Obama). Eppure! Sarà che mi piace mangiare abbondante, e sgranocchiare dolci. Anche al mio dentista piace. Sarà che invecchio e mi rincoglionisco. Sarà che ora che tutti i bambini più fichi odiano il Nasale, a me fa simpatia: evidentemente c’ho la sindrome del crocerossino.
Voi regolatevi come meglio credete, o come credete di credere. Ad ogni modo, passeranno le feste, passerà la crisi, passeremo noi, ma quel dopobarba che ho regalato a tua madre è per sempre.




17/12
2008

Le famose convergenze tangenti

Piove così tanto, che ruba anche l’opposizione.
Finalmente ricomincia il confronto con il governo.

(Che sorpresa, eh? Riempi il partito di ex-socialisti ed ex-democristi ed improvvisamente ti trovi i caramba al citofono. Chi l’avrebbe mai detto! Bella mossa, Uolter.)

E Mastella che ride e scherza in televisione.