26/10
2006

Un browser Operaio

E’ uscito Internet Explorami 7. Da quel che ho letto fa le stesse cose che Firefox fa da sei mesi, ma non l’ho ancora potuto verificare perché al momento dell’installazione ha chiesto di poter verificare l’originalità del mio Uindoz xp ed io, offeso, l’ho cestinato. Mettere in dubbio la mia onestà, che mascalzone! E poi lo sanno tutti che il mio Uindoz è originale, come lo chiamereste un sistema operativo che deve essere reinstallato (previa formattazione) tre volte di seguito per sentirsi a proprio agio? Banale?
Comunque, non vedo perché dovrei installarmi un browser che arriva con almeno sei mesi di ritardo e mi installa un sacco di spyware, In poche parole, Internet Explorami è acerbo.

E’ uscito anche Mozilla Firefoz 2.0. Finalmente! Ha metà delle cose che avevano promesso avrebbe avuto, ma in compenso...
beh, è Firefox. Quindi è figo, per usare un arcaismo.
E questa versione è piena di strabilianti novità: permette di mettere in ordine le schede di navigazione, di ripristinare tutte le schedine aperte se per caso si incrippa il computer, permette di personalizzare la barra di ricerca, di gestirsi più agevolmente i feed RSS... in pratica ha le stesse funzionalità di Opera 9, solo che Opera 9 è uscito da quanto? Almeno 4 mesi? Inoltre Opera permette di fare un sacco di giochini in più, tipo far leggere al computer le pagine web se tu sei impegnato a stirare, scaricare bittorrent senza aver bisogno di software aggiuntivi, obbedire ai movimenti del mouse come il Nintendo wii e soprattutto ha il controllo vocale, che è il sogno di ogni geek che si rispetti dai tempi dei tempi. Non so se funzioni, a dire il vero, perché non ho ancora avuto tempo di provarlo, ed in effetti non è che sia questa cosa indispensabile. Però è geniale.

Insomma, perché tutti parlano di Internet Explorami o di Firefoz e nessuno dedica la minima attenzione ad Opera? Voglio dire: Opera è gratis come gli altri, ha meno bug, è più veloce, ha più funzionalità ed è sempre all’avanguardia, costringendo i rivali ad un inseguimento che dura ormai da qualche anno. Allora perché nessuno se lo fila?
La mia teoria è che dipenda fondamentalmente da due fattori:

1) ha un nome del cazzo. In effetti, ho dovuto far appello a tutto il mio coraggio per installare sul computer un software con un nome così brutto, non parliamo di quanto ce ne sia voluto per scrivere un post in sua difesa. "Opera". Tsk, tsk, tsk.

2) ha un’icona del cazzo. Una banalissima "O" rossa con un’ombretta dietro che fa ridere. Per carità.

Internet Explorer ha dalla sua il colosso della Microsoft e soprattutto il vantaggio di farsi trovare per default installato sulla gran maggioranza dei computer. Mozilla Firefox ha dalla sua il fatto di essere il principale antagonista di Internet Explorer e di aver saputo pompare egregiamente la propria immagine come browser per gente alternativa e cool, un po’ come fa la Apple da una vita*. Opera non ha connotazioni simboliche a sostenerlo, non ha banner di supporto in giro per i siti web e in generale lascia alquanto a desiderare in quanto a supporto di marketing; inoltre, ha una storia travagliata** ed è già alla versione 9, per cui non può più presentarsi come una novità. Insomma, Opera sembra destinato alla sconfitta, pur essendo il miglior browser in circolazione.

Io c’ho un debole per i destinati alla sconfitta, che ci posso fare?
Sarà per questo che dopo aver usato Firefox fin dalla 0.2 (quand’era ancora Phoenix e blablabla) ho deciso di passare ad Opera, e dopo un paio di intense giornate devo dire che a parte il nome idiota e l’icona patetica non ho trovato altri difetti. Anzi, ve lo consiglio caldamente***, dato che comunque dovreste aggiornare il browser. Se lo fate vi prometto che in futuro potrei implementare gli stili di voce nel foglio di stile del bloggo, così se vi fate leggere un post dal computer questo avrà l’intonazione e gli altri effetti da me desiderati e sarà come se ve li leggessi io, lì seduto sulle vostre ginocchia. Ma non preoccupatevi, eh, tra un paio d’anni ci arriveranno senza’altro anche Internet Explorami e Firefox.


P.S.: Sì, io riuscirò sempre ad essere più diverso di quanto voi possiate mai essere. Sono così diverso che certe volte non mi riconosco neanche.
:-P


* Resta il fatto che sono sinceramente grato a Firefox ed alla Apple per aver minato il monopolio della Microsoft nei rispettivi settori, per ovvie ragioni.

** Prima era a pagamento, poi aveva le pubblicità, solo da poco tempo è completamente gratuito.

*** Ammesso che non sveniate vedendo le immagini idiote nelle finestrelle di installazione.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




25/10
2006

Il delfino dorme al mattino

Recatosi a Philadelphia nell’Ottobre del 1912 per un convegno dedicato all’organizzazione scientifica del lavoro recentemente formalizzata da Frederick W. Taylor nel suo noto articolo "The Principles of Scientific Management", il professor Jai L. Maloroso ebbe a concludere il proprio intervento con le seguenti osservazioni:

"Non esiste in natura una specie che si svegli tutte le mattine alla stessa ora, che vada al lavoro, si dedichi a tale attività per tutto il corso della giornata e ritorni nella propria tana tutte le sere di nuovo precisamente alla stessa ora. Tutte le specie animali e vegetali alterano il proprio ritmo biologico seguendo il clima, il tempo meteorologico ed il ciclo delle stagioni; nel corso dell’anno la maggior parte di esse riducono la propria attività con l’approssimarsi della stagione fredda, giungendo talvolta a passare i mesi più rigidi in letargo a ronfare coperti di paglia sul fondo di qualche grotta. Gli animali in grado di farlo fuggono al sud e lì attendono che la natura torni ad essere ospitale.
Il mondo naturale d’autunno rallenta e d’inverno si ferma, questo è un fatto che l’umanità conosce dall’alba dei tempi. Non occorre essere un etologo per sapere che gli animali più furbi, scoprendo al risveglio che il tempo è uggioso, che fa freddino e magari è ancora buio, si girano sul fianco e restano nel proprio nido, grotta o tana a dormire sbracati fino a mezzogiorno. Taylor vorrebbe che noi esseri umani volgessimo le spalle alla civiltà e nelle medesime condizioni uscissimo di casa infagottati in pesanti cappotti, riparati a stento da ombrelli di tela ed andassimo in qualche bunker a svolgere mansioni alienanti in cambio di un’incerta ricompensa economica. Vorrebbe che preferissimo l’uscire al buio ed al freddo per andare a produrre beni di consumo al ruzzolare come cuccioli sotto le calde trapunte domestiche. Vorrebbe che fossimo contenti di questa sofferenza, la quale ci pone in realtà un bel paio di gradini sotto al ghiro sulla scala evolutiva, e la esalta definendola con termini pomposi quali
organizzazione ed efficienza. Io credo che la sola idea di migliaia, milioni di individui che ogni mattina si alzano, si vestono, escono dalla propria abitazione e si rendono produttive, in qualsiasi stagione dell’anno, con qualsiasi tempo e clima, a prescindere dalla propria volontà immanente, sia quanto di più lontano dal concetto di umanità che qualsiasi essere pensante sia in grado di concepire. Credo, lasciatemelo dire, che Frederick Taylor sia un sadico e che l’umanità mai accetterà di piegarsi ai soprusi che inevitabilmente deriverebbero dalle sue farneticanti teorie."

Una coppia di ghiri sotto le panche della terza fila applaudì con convinzione.




23/10
2006

Commenta il corano, vinci una scorta

Difendiamo il diritto della Santanché di esprimere la propria opinione. Si chiama libertà d’espressione e nessuno può negarle questo diritto, anche se la Santanché ci è profondamente antipatica, anche se la Santanché è becera ed anche se la Santanché prima di parlare di libertà dovrebbe sciacquarsi la bocca con acqua e soda caustica, visti i suoi precedenti e quelli della parte politica per cui milita.
Tuttavia, difendiamo il diritto di Daniela "Dito Medio" Santanché di esprimere la propria opinione.
Pare sia andata in televisione a commentare il corano assieme ad un imam, che a questo imam non sia piaciuta la sua interpretazione del corano e che le abbia dato dell’ignorante, intimandole di astenersi dal parlare di cose che non conosce.
Non è che sia stata lanciata una fatwa, e di minacce specifiche io non ho letto da nessuna parte; più che altro mi è sembrata la classica reazione del prete idrofobo nel momento in cui qualcuno mette le mani sul suo libro sacro. Ad andare a polemizzare con un prete su un’interpretazione dei suoi testi sacri, le reazioni sono sempre quelle: sei un’ignorante, non sai di cosa stai parlando, non ti permetto di dire una cosa del genere sulla mia religione. Qualsiasi sia il testo e la religione.
Tuttavia, difendiamo il diritto della Santanché di esprimere la propria opinione.
Pare che l’oggetto del contendere fosse il velo che molte donne musulmane indossano: se sia un simbolo di libertà o di oppressione, se sia prescritto dal corano o meno. La prima questione è molto importante, non nasce ieri e non va trattata con leggerezza, la seconda francamente è un dettaglio teologico: che il corano prescriva il velo come obbligatorio, o si limiti a consigliarlo caldamente, o lo suggerisca come bonus per chi vuole dei punti-paradiso in più, è questione che lascerei a chi cerca in quel libro le istruzioni per vivere. La Santanché, riducendo entrambe le questioni a demagogia, ha torto sia quando gioca alla piccola sociologa, sia quando gioca alla piccola esegeta. Avrebbe torto anche se avesse ragione, verrebbe da dire.
Tuttavia, difendiamo il diritto di Daniela "Oriana dei poveri" Santanché di esprimere la propria opinione.
Pare che tutta questa polemica sia assolutamente pretestuosa: se considerassimo la frase "non ti permetto di dire una cosa del genere" una minaccia di morte, dovremmo come minimo garantire la scorta a tutti gli ospiti di tutti i talk show, a tutti i partecipanti di ogni reality, dove non mancano aggressioni verbali molto più violente. Se considerassimo l’attaccamento isterico alle proprie allucinazioni religiose un indicatore di terrorismo, dovremmo ingabbiare tutta Comunione & Liberazione. Insomma, non mi pare sia successo ’sto granché, se tutte le minacce dell’estremismo islamico fossero di questo tenore potremmo dormire sonni (ancora) più tranquilli.
Tuttavia, sia chiaro, difendiamo il diritto della Santanché di esprimere la propria opinione.
Non perché tutte le opinioni abbiano lo stesso valore, ma perché la libertà di parola non è esclusiva di chi ha ragione, non è esclusiva di chi è onesto, coerente e democratico: è un diritto universale di cui devono poter godere tutti, persino l’imam di segrate e la Santanché. Dobbiamo difendere il diritto di chiunque di andare in televisione a criticare un testo sacro senza cognizione di causa, a parlare di cose serie in modo populistico ed arrogante, a fare la vittima e montare polemiche, a blaterare di profeti e paradisi ed inferni, perché anche questa è la libertà di parola e non possiamo farne a meno. Anche a causa di gente come la Santanché, siamo già al giorno in cui ogni centimetro di libertà va difeso con tutte le nostre forze, ed il giorno in cui alla Santanché non sarà permesso di parlare, saremo vicini al giorno in cui qualcuno proibirà di parlare anche a noi. E allora come faremo a dire che la Santanché è una stronza fascista?




17/10
2006

Offresi ricompensa

S’appassiscono le foglie, s’accorciano le giornate, scende la temperatura e come da regolamento puntualmente il mio corpo impazzisce, s’insonnia e s’ammala. E pensare che come un bravo castorino mi stavo giusto preparando la tana per l’inverno, accatastando ordinatamente ventiseivirgolasei quintali di legna di faggio per la stufa, riverniciando gli infissi e facendo tutte queste cose a cui ci dedichiamo noi bambini grandi all’approssimarsi della brutta stagione, oltre a bere vino e mangiare castagne arrostite e soppressa e formaggio pinciòn.

[Il karma colpisce ancora: possibile che di tutti i sei miliardi (e rotti) di abitanti del pianeta Terra, l’unico a darmi spontaneamente e gratuitamente una mano per sistemare la legna, senza neanche averlo mai visto in faccia prima, in una situazione in cui ero piuttosto nei guai e con urgente bisogno di aiuto, sia stato un veronese? Qui qualcuno vuole farmi sentire in colpa.]

Offresi ricompensa

Invece, con ancora un quattro o cinque quintali di ciocchi in giardino, mi ritrovo improvvisamente ammalato. Non proprio ammalato da stare a casa dal bunker, ma comunque troppo ammalato per lavorare, se mi capite. Emigrare al sud evidentemente non mi ha messo al riparo dai malanni di stagione o, forse, tre chilometri a sud non è una distanza sufficiente per notare miglioramenti. Fatto sta che ho tutto l’apparato respiratorio in fiamme, la testa pesante, le ossa rotte e gradirei davvero molto se qualcuno mi portasse a casa magari una bella tazza di vin brulé caldo e qualche altra caldarrosta, che le mie le ho finite (e del formaggio pinciòn, se volete essere davvero gentili). Non pretendo che accatastiate la legna al posto mio, sia chiaro, ma devo ammettere che ne sarei davvero commosso. Per quanto le mie limitate forze mi consentano, intratterrò i soccorritori con deliziose disquisizioni sulla situazione politica nazionale ed internazionale, il caso Saviano, l’emergenza rifiuti, la messa in latino e tutti gli argomenti più trendy del momento. Mi sono visto persino Report.

Nel caso non possiate recarvi da me fisicamente, accetto anche lettere di conforto, dediche alla radio, consigli della nonna contro l’influenza e scansioni di fette di formaggio pinciòn nella casella e-mail.

Nel frattempo, soccombo e aspetto Primavera.




9/10
2006

Russia, Cecenia, giornalista

In questi giorni è possibile captare, nel brusio mediatico generale che ci circonda, tre concetti in apparente connessione tra loro: Russia, Cecenia, giornalista.
Credo che la maggior parte degli italiani abbia solo un vago sentore che ci sia ancora una guerra in corso in Cecenia (chi la combatte, come, perché). Credo che siano gli stessi che hanno almeno un’idea di quale sia attualmente la situazione politica in Russia. Credo che ancora meno italiani si ricordino di che cosa sia un giornalista.

Anna Poliqualcosa.
Uccisa.

Presto questi concetti, questo nome italianizzato e questo cognome su cui la lingua incespica torneranno ad essere assorbiti dal brusio e ne emergeranno altri, più o meno importanti, un Iraq, una strage, uno scandalo. Siamo tutti troppo indaffarati nei nostri epici impegni quotidiani, troppo presi dalle nostre minute tragedie personali per prestare realmente attenzione a queste parole che ogni tanto si stagliano con maggiore chiarezza sull’oceano dell’informazione centralizzata. In fondo, il (tele/radio) giornale è solo un’altra forma di intrattenimento, un modo per distrarci cinque minuti, magari con un’espressione molto seria in viso, dai problemi veramenti seri della nostra vita: il figlio da accompagnare a scuola, la revisione dell’auto, i piatti da lavare, il raffreddore.

Ecco, prima che la Russia, la Cecenia, la giornalista spariscano di nuovo dalla nostra vita, vengano coperte dal brusio, affoghino in fondo al secchiaio, prima che di Anna Politkovskaja non si parli di nuovo più, cerchiamo almeno di prestarvi un po’ di attenzione, di salvare qualcosa. A che scopo, non vi saprei dire. Magari come esempio, come chiave di lettura, magari anche solo per ricordarsene la prossima volta che qualcuno si vanterà di essere amico di Putin, di sostenere la democrazia, di combattere il terrorismo. Magari anche solo perché certe persone non andrebbero dimenticate.




5/10
2006

Finanziaria for dummies/2


Noodles, cos’hai fatto in tutti questi anni?
Ho cercato di capire la finanziaria.


Mi rendo conto: parlare di rottamazione della caldaia, assegni familiari e aliquote irpef su questo bloggo, letto al 90% da studenti universitari fuoricorso che non hanno mai pagato di tasca propria neanche un pacchetto di ciuingam, è come pretendere di tenere un simposio sul sadomaso ad un convegno di comunione e liberazione.
(Tranne per il fatto che il pubblico di cielle farebbe solo finta di non capire).

Ma un giorno anche voi come me crescerete diventerete maturi, dovrete pagare affitti, tasse sui rifiuti, bollette e vi spunteranno le prime rughe, vi cadranno i capelli e vi dimenticherete le cose. Per esempio, di andare a pagare le bollette. E questo vi farà spuntare nuove rughe e vi farà cadere altri capelli, in una spirale di vecchiaia che si arresterà solo quando...

beh, mai.

Ma che vi frega? Tanto capita a tutti.
In ogni caso, in un periodo imprecisato tra la prima fila in comune per il cambio di residenza ed il primo acquisto di pillole contro l’impotenza, vi verrà la curiosità di capire cosa sia questa finanziaria di cui tutti parlano. Ed io sono qui per questo.

Allora, riprendiamo con:

8) Cuneo fiscale: se ne parla da sei mesi, è tra i punti principali del programma dell’Unione (che sono i signori al governo ora, se ve ne foste dimenticati) e pare che finalmente verrà diminuito. Resta da chiarire solo una cosa: che minghia è il cuneo fiscale?
Si tratta della differenza tra il costo del lavoro (quanto paga il bunker) e quanto percepito dal lavoratore dipendente (quanto piglio io); in pratica, la somma delle tasse pagate dall’azienda e di quelle pagate dal lavoratore sullo stipendio di quest’ultimo. Tagliare il cuneo fiscale significa quindi per i lavoratori dipendenti e per le aziende una diminuzione delle tasse. Olè! Pare buono.

9) Tfr: E’ un casino. Da anni è in ballo una riforma che intanto, mah, vediamo, non si sa bene... Nel frattempo, i soldi destinati al tfr dei lavoratori che non hanno ancora scelto un fondo pensione, attualmente trattenuti dalle imprese, saranno al 65% destinati all’INPS. Le imprese non gradiscono, ma siamo imprenditori, noi? No. E allora che ci importa?

10) Bollo auto: Chi rottama una vecchia auto euro 0 o euro 1 e si compra una nuova auto euro 4 o euro 5, non pagherà il bollo per 2 o 3 anni. Chi ha già un’auto euro 4 o euro 5 non viene particolarmente premiato, ma almeno pagherà il prossimo anno lo stesso bollo che ha pagato quest’anno. Ma attenziùn! Tutti gli altri bolli aumenteranno, quindi se avete un’euro 3, un’euro 2, un’euro 1 o un’euro 0 preparatevi a pagare di più. (Siete preparati? Bene. Io mica tanto.)
Ve lo rispiego: più la vostra auto inquina, più pagherete di bollo. Inoltre, se per disgrazia vostra e di tutta l’umanità dotata di buon gusto siete possessori di un SUV, preparatevi a pagare un superbollo addizionale. Direte: ma chi ha i soldi per comprarsi il SUV ha i soldi anche per pagare il bollo. Infatti io proporrei per i possessori di SUV il taglio del naso, ma questa è una finanziaria, mica un corso di rieducazione vietcong. Accontentiamoci.
E se sia voi che la vostra auto siete ad euro 0? Niente da fare, inquinare diventa un lusso riservato a chi se lo può permettere: andate a lavorare. A piedi.

11) Finanziamento alla ricerca: pochino, quasi niente. Anche stavolta.

12) Imposte locali: vengono tagliati i finanziamenti agli enti locali, quindi gli enti locali potranno aumentare le addizionali Irpef, introdurre tasse di scopo, aumentare le spese catastali eccetera eccetera. Cioé, si taglia al centro per aumentare in periferia, ci giravano le palle quando lo faceva il Lestofante Capo e non possiamo esserne contenti ora. Si parla molto anche di quella famigerata "tassa di soggiorno" che i comuni potranno imporre ai turisti, fino ad un massimo di 5 euro a notte. Vedremo se qualche comune sarà così masochista da provarci, comunque ad occhio e croce mi sembra un gran bel furto.

13) Aiutini alla FIAT: vengono stanziati fondi per favorire la mobilità lunga verso la pensione, che tradotto in italiano significa, più o meno, pensione anticipata. Per chi? Per i lavoratori delle grandi imprese. 6.000 lavoratori in tutta Italia. E vabbé, ma tutti gli altri? E soprattutto, quando esce la nuova cinquecento?

14) Aumenti di stipendio ai dipendenti pubblici: lo sapete cosa si dice in giro dei dipendenti pubblici, vero?
Beh, me ne fotto. Sono lavoratori ed hanno diritto di essere pagati il giusto. Il miglioramento della burocrazia, la riduzione degli sprechi e dell’inefficienza degli enti pubblici sono senz’altro obbiettivi sani e santi, ma non li si raggiunge negando gli aumenti ed i rinnovi contrattuali. Si tratta di cose distinte e credetemi: nessuno lavora meglio prendendo meno soldi.

15) Polizza anti-calamità: i possessori di case dovranno obbligatoriamente fare un’assicurazione contro le calamità. Mi sembra un buon sistema per trasferire i soldi dai possessori di case ai possessori di agenzie assicurative.

16) Sarà vietata la vendita di alcolici ai minorenni: ottima iniziativa. Potrò rifarmi dei mancati guadagni dovuti all’aumento dell’aliquota Irpef rivendendo alcolici a prezzo maggiorato davanti al liceo. Finalmente essermi guardato cinque volte "C’era una volta in America" darà i suoi frutti.

17) Taglio del 30% degli stipendi del governo: una misura demagogica e populistica, che però non fa per niente schifo.


Conclusioni: tanto per cominciare, questa finanziaria deve ancora essere approvata dal parlamento, perciò cambieranno sicuramente mille cose e tutte in peggio (oggi sono ottimista, sì) e forse persino cadrà il governo e tornerà al potere il Lestofante il quale sicuramente farà una finanziaria millemila volte peggiore di questa. Perché, diciamoci la verità, per quanto schifo possa farci questa finanziaria sicuramente il centrodestra avrebbe fatto di peggio. Da dove attingo tanta sicurezza?
E’ semplice.
Talmente semplice che non ve lo spiego neanche.

Ad ogni modo, per tornare al quesito iniziale, questa finanziaria ruba ai ricchi per dare ai poveri?
No. Ruba ai ricchi ed ai poveri per dare al lavoratore dipendente con uno stipendio medio-basso, una moglie e due figli a carico, che ha intenzione di cambiare la vecchia alfetta con un’auto euro 5 (non SUV) per accompagnare il figlio in palestra mentre porta a rottamare il frigorifero e la caldaia.
Questo signore si chiama Antonio Ghinetti, ha 43 anni ed abita a Bardolino, in provincia di Verona. Il figlio che va in palestra è Paolo, quello più piccolino invece è Francesco, mentre la moglie a carico si chiama Antonia Lovizzo ed è un’immigrata calabrese di seconda generazione. L’alfetta, a cui peraltro Antonio è piuttosto affezionato, si chiama "Luisetta" ed ha la testa del carburatore bruciata, butta fuori un gran fumo nero e si può escludere che passi la revisione. Hanno anche un cane chiamato Grisù, ma non è detraibile. Francesco vorrebbe un gatto.

Tutti gli altri italiani, chi più chi meno, si vedranno aumentare le tasse. I ricchi se le vedranno aumentare di più, i poveri di meno, il ceto medio di così e così. Si dice, "ma allora uno è incentivato ad evadere". Già, peccato che a potersi permettere un ragionamento del genere sia soltanto chi ha sempre evaso e non ha mai preso in considerazione l’idea di pagare tutte le sue fottute tasse. Vi confiderò un segreto: anche i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, se potessero evaderebbero un pochettino. Ma siccome non possono ed anzi devono pagare di più proprio per sopperire all’evasione fiscale, potete stare sicuri che non provano un minimo di solidarietà per quei parassiti che invece lo fanno regolarmente, e se potessero vederli tutti spennati farebbero i salti di gioia alti così.
Non è che io pagherò le tasse con un sorriso, ma insomma, quando mai? E poi mica ho scelta. Questo è il premio per aver avuto per cinque anni al governo una manica di incapaci e farabutti o, in alcuni casi, di farabutti incapaci. Si poteva fare di meglio? Sì, certo. E peggio? Pure.

E quindi?

Quindi, nel dubbio, continuiamo ad insultare il governo, che non ci siamo mai trovati male e non vedo perché dovremmo smettere ora.




4/10
2006

Finanziaria for dummies/1

Sono tre giorni che cerco di capire questa nuova finanziaria.
Non so perché, ogni anno ci provo ed ogni anno non ci capisco niente, però mi sono detto
"Questi sono i buoni, chissà che non abbiano fatto una finanziaria che capisco anch’io."
ed ero anche fortemente influenzato da tutte quelle dichiarazioni iniziali del governo secondo cui questa finanziaria "colpiva i ricchi per dare ai poveri" e le dichiarazioni dell’opposizione che confermavano indignate che sì, questa manovra finanziaria avrebbe colpito i ricchi per dare ai poveri.
Cioé, sticazzi. Colpire i ricchi per dare ai poveri. Anche se una vocina piccina picciò mi sussurrava nell’orecchio
("A’ Robin Hood... ma vaffanculo!")
l’idea mi sembrava a dir poco entusiasmante.

E non capivo perché tutti sentissero puzza di bruciato, ma del resto non capisco neanche perché io sia l’unico della mia età a scrivere ancora la letterina a Babbo Natale tutti gli anni.
E ad imbucarla, con indirizzo "Babbo Natale, Polo Nord".
E a metterci il francobollo.

E sempre più gente incazzata, in giro. Che fin che si tratta di Berlusbellolì o Fini è un buon segno, se si tratta di luca corbezzoli di montezuma è abbastanza un buon segno, ma se comincia a trattarsi anche di qualche testa fina, perlomeno il dubbio mi viene. Quindi, ho investigato. Sto tuttora investigando, a dire il vero, ma siccome sembra che la faccenda andrà per le lunghe vi anticipo alcune delle mie conclusioni, giusto per non farvi morire di vecchiaia con ancora quel senso di aspettativa in bocca.

[Disclaimer 1: io di fisco non ne capisco nulla. Il fisco per me è quel tipo in frac con i denti a punta che requisisce una parte del mio stipendio prima ancora che io ci metta le mani sopra. Se governa la sinistra lo fa per fini nobili, altrimenti è per finanziare la guerra ed il lifting di berlusconi. Credo.]

1) Aliquote Irpef: diventano cinque, prima erano quattro. Questa è l’unica cosa sicura. Facendo un po’ di conti, mi pare che molti paghino di più e pochi paghino di meno, anche se il governo dice il contrario. In particolare, chi ha un reddito lordo annuo tra i 15.000 ed i 26.000 euro all’anno pare passi dal 23% al 27% di Irpef. Questo non è mica gentile: si parla, tredicesima compresa, di 1.100/2.100 euro al mese lordi, mica di capitani d’impresa, infatti sono grosso modo un contribuente su quattro. Se ho capito male qualcosa, aiutatemi: a me questa faccenda delle aliquote sembra una fregatura.

2) Sospiro: Se siete arrivati al punto 2, complimenti. Adesso andiamo avanti.

3) Detrazioni per coniugi e figli a carico: In tutti gli esempi fatti dai giornali, pare che i lavoratori con redditi bassi ci guadagnino, purché abbiano moglie e figli a carico. In effetti, aumentano le detrazioni e gli assegni familiari, specialmente per chi ha due figli o più, e questi contributi compensano gli aumenti di aliquota. Bene!
Pare quindi confermato che in Italia l’unità di misura sociale minima è la famiglia (purché regolarmente denunciata). E chi non ha figli? E le coppie di fatto? Fregati anche stavolta.

4) Detrazioni per i ggiovani: Pare che si potranno detrarre le spese di iscrizione dei figli alla palestra. Mandateli tutti a fare tai chi!
Comunque è buono (sempre per chi ha figli, però! Eccheccazzo.)

5) Sanità: Vengono tagliati i fondi, per cui ci sarà da pagare nel caso si vada al pronto soccorso senza reale urgenza. Già mi immagino le vecchie a litigare con l’infermiera dell’accettazione per stabilire se si tratti o meno di reale urgenza. E poi ci sono 10 euro di ticket a ricetta, ma cosa si intende? Solo le ricette per le visite o anche per i medicinali? Spiegatemi.

6) Affitti: Ai proprietari verrà fatta pagare un’imposta del 20% su quanto guadagnato dalle locazioni (è un aumento o una diminuzione? Adesso quanto pagano? Pagano? Pagheranno mai? E se invece facessimo un bell’esproprio proletario?)
Agli universitari fuori sede viene offerta la possibilità di detrarre fino al 19% dell’affitto, sperando che allettati da questo risparmio cerchino un appartamento in regola invece che andare in nero come tutti. Quindi, per essere vantaggioso un appartamento in nero dovrà costare di affitto il 19% in meno di uno in regola. Se ne deduce che gli studenti di economia avranno affitti regolari, gli altri continueranno come al solito perché stare lì a calcolare la percentuale è troppo uno sbattimento.
(Comunque, l’idea è buona, a parte il fatto che gli studenti universitari lavorano in nero, quindi non possono comunque detrarre l’affitto.)

7) Energia e inquinamento: Sconti e sgravi fiscali per chi sostituisce il vecchio frigo o la vecchia caldaia con uno/a meno inquinante, per chi installa pannelli ad energia solare o fa altre opere di riqualificazione edilizia finalizzata al risparmio energetico. Questa l’ho messa per concludere con una nota positiva, perché mi pare una buona cosa.

[Continua...]

(Nella prossima puntata: riuscirà la gioia per il superbollo sui SUV a compensare l’amarezza per l’aumento del bollo su tutte le altre auto?)




30/9
2006

Ventinove anni. Sempre meglio che trenta.

Sono cresciuto ai tempi del grunge, dell’aids e dell’ecstasy. Quindi, non sono un ragazzino.
Tuttavia.

Non ho mai fatto il bungee jumping.
Non ho mai fabbricato una bomba con le istruzioni trovate su internet.
Non ho mai provato l’eroina.
Non ho mai cambiato il pannolino ad un bambino.
Non sono mai stato in un altro continente.
Non mi sono mai fatto un tatuaggio.
Non sono mai riuscito a vedere dall’inizio alla fine Underground.
O Pulp Fiction.
O I cento passi.
Non ho mai letto niente di Dostoevskij.
Non ho mai guidato un bulldozer.
Non ho mai fumato una Silk Cut.
Non sono mai stato a Londra.
Non sono mai stato ad un concerto di David Bowie.
Non sono mai passato al GPL.
Non ho mai usato il bluetooth.
Non sono mai stato sposato.
Non sono mai stato in prigione.
Non ho mai capito la differenza.
Non ho mai mangiato il sushi.
Non ho mai imparato il serbocroato.
Non ho mai appiccicato un ciuingam al ponte di Brooklyn.
Non ho mai costruito una casa.

Quindi, sono ancora molto, molto giovane.




27/9
2006

Silvia non ha ucciso mai nessuno e non ha mai rubato niente

Magari, da un punto di vista giurisprudenziale, può anche essere vero con l’indulto non si può scarcercare qualcuno condannato da un altro stato. Magari, a guardare il capello, può anche essere vero che l’estradizione era stata concessa a patto che venisse esclusa da sconti di pena di qualsiasi tipo. Magari, forse. Ammettiamolo. Ma chi se ne frega?
Dico, a parte lo stupido governo americano e i cidiellini di casa nostra, che comunque prima di parlare di legalità dovrebbero almeno cercare nel dizionario cosa significhi, chi se ne frega se hanno finalmente trovato un escamotage?

Dopo diciotto anni di carcere e cinque anni di arresti domiciliari, Silvia Baraldini è tornata una donna libera. Era ben ora.




22/9
2006

Parlato veloce veloce con voce stridula

Solo due parole per dirvi che sto lavorando troppissimo e non ho mai tempo di aggiornare il bloggo, avessi più tempo vi racconterei di come sabato scorso sia andato a trovare la mia nipotinzia a casa di mi’ frate e vedendo quant’è ordinata mammamia la casa di mi’ frate a me e ad Amormio sia venuto il magone pensando allo sfracello del nostro nidodamor dove viviamo assiepati nel caos prebigbangico ed ormai il problema delle epidemie si è risolto da solo grazie al virus della peste che ha dichiarato guerra al virus del colera e si combattono tutto il giorno senza più mettere a repentaglio la nostra esistenza e di conseguenza domenica, giornata piovosa assai, siamo andati all’ikea di padua ad incontrarci con migliaia e migliaia di nostri amici sconosciuti ed a pigliare un paio di mobili dove riporre più ordinatamente i cadaveri delle nostre battaglie quotidiane, e vi racconterei pure del mio arrancare smadonnando per l’ikea come un carrettiere ottomano che pretende le scuse dal papa alla ricerca di un mobile sottolavabo e di tutte le mie divertenti disavventure lì dentro e di come abbia passato il resto della settimana a montare questi mobili con perizia d’altri tempi ma soprattutto vi narrerei di come mercoledì abbia accompagnato Amormio alla Città Irredenta per fare un esame e qui mi dilungherei un bel po’ sull’interessante storia di Kurt Tucholsky e la repubblica di Weimar per poi magari buttare lì una battuta sul fatto che in quella città continuano a non trovarsi parcheggi e un’altra battuta sul fatto che Amormiosi sia pigliata trenta mentre PornoRimba si ostina a radersi il giorno dell’esame venendo inevitabilmente segato e per cosa crede che Nello abbia la barba così lunga e avesse voti così buoni eddai sarai capaci di fare due conti, no*? e infine descriverei il pretaccio a cui ho dato un passaggio fino all’ospedale perché aveva mille anni per gamba e l’artrosi ed ha cominciato a recitare avemmarie e salvereggine a tradimento con voce radiofonica e l’occhio pazzo ed al termine della corsa ci ha lasciato come gentile omaggio non richiesto

ebbene sì

un santino di PapaRazzo!!!
E a questo punto mentre voi stareste pensando ahahah, io mai e poi mai avrei dato un passaggio ad un pretaccio seppure ottantenne e claudicante, vi farei cortesemente notare quanto siate cialtroni e che comunque io i passaggi non riesco a negarli a nessuno, vi ricorderei di quella volta che ho dato un passaggio ad un ubriaco che ha tentato di farmisi e voleva che lo accompagnassi a casa, sì, ma casa mia per darmi un colpo, e che insomma io i passaggi lì do a tutti perché come dico sempre, uno sconosciuto non è altro che un serial killer che aspetta di essere conosciuto.




* lunghezza:barba=altezza:voto dell’esame. Eccheccazzo.


P.S.: Se avete letto tutto d’un fiato, ora potete respirare.
Oggi non avevo voglia di usare tante virgole, che poi dicono che le sfrutto.