25/11
2004

E tu, quanto americano sei?

Secondo questo test, scopro di essere americano al 36%.
Beh, non facciamone un dramma. Tutti possono essere americani al 36%, anche senza volerlo. Non è questa gran soddisfazione, ma sempre meglio di quel 99% dei partecipanti al test che ha ottenuto un punteggio più alto del mio.

Note estemporanee di zio Lusky:
State alla larga dagli anarchici informali, gli anarchici per bene si riconoscono perché danno sempre del lei e dicono buongiorno, buonasera, prego, si accomodi, e grazie.




25/11
2004

Terremoto nella notte

Stavo già scandalosamente dormendo, quando il letto inizia a tremare con forza fino a strapparmi dal piacevole sogno nel quale ero perso. Suppongo avrei dovuto aver paura come consigliava il radiogiornale del mattino, ma date le languide circostanze oniriche confesso che il mio primo pensiero è stato piuttosto:

diomìo, io questa me la sposo!

Ovviamente, non sono neppure sceso dal letto a controllare cosa stesse succedendo: avevo come il presentimento che il pavimento fosse troppo freddo per appoggiarci il piede.




24/11
2004

Appunti per un’interpretazione cosmologica delle mele caramellate

Il segreto per rendere deliziose le mele caramellate, mi dicono, è di mostrarsi generosi nell’accarezzarle con il burro e nel cospargerle di zucchero di canna. Il segreto per rimanere serenamente immobile mentre l’arcano numero dieci dei tarocchi continua a girarmi vorticosamente sotto i piedi, devo ancora scoprirlo. Basta un attimo di distrazione e perdo l’equilibrio, vengo trascinato a terra, le ossa mi si spezzano tra i raggi, la schiena ed il viso vengono frustati dalle cinghie e ancora una volta mi trovo a sanguinare, mentre il mozzo ruota indifferente su se stesso, rigorosamente in senso orario. La mia vita è un costante succedersi di attimi di distrazione. Prima o poi, dopo che il cerchione di ferro si è già scavato un solco profondo tra le mie ferite, riesco ad allungare una mano e mi afferro, il giro prosegue e mi ritrovo proiettato in alto, i polmoni si riempiono di aria fresca mentre sangue e fango si asciugano disegnandomi arabeschi sul corpo scorticato. Cicatrici vecchie e nuove si incrociano e si confondono, la pelle diventa levigata e rosa come quella di un neonato.
Interrogarsi su quali siano le forze che mi fanno inciampare e rialzare potrebbe essere un buon modo per passare il tempo, ma come sempre lo rimando alla prossima volta che rotolerò giù ed avrò la bocca piena di terra e sassi. Finché ci riesco, preferisco restarmene qui sopra a far asciugare i ricordi e cercare l’equilibrio del giocoliere, chissà che non lo trovi addentando mele caramellate.
Quale sia il segreto, davvero non lo so, ma tra tutte le cose che ci sono al mondo non sarebbe male se consistesse proprio nella morbidezza del burro e nella dolcezza dello zucchero di canna.




23/11
2004

Let me fly

L’Unità e Maroni fanno a gara di schizofrenia. Sarà vero che il ministrino si interessa a Volare solo perché è una compagnia aerea del Nord? Buh, parlando di leghismi tutto è possibile. Certo che se non se lo fosse chiesto l’Unità... a me non sarebbe neppure passato per la testa. Nel dubbio, meglio non far sapere a Maroni che sugli aerei di quella compagnia ho visto (con i miei occhi!) diversi meridionali che proditoriamente scavalcavano i confini padani senza che nessuno gli chiedesse i documenti. Perché Maroni è una persona detestabile, ma io a Volare ci sono affezionato: tutte, e sottolineo tutte le volte che ho volato, l’ho fatto con loro. Escludendo le esperienze lisergiche, s’intende. E non è possibile che per attraversare questo paese noi si sia costretti a metterci una dozzina di ore in treno, anche se il treno è romantico e a me piace molto ma
costretti
perché la compagnia di bandiera costa come l’eroina
non mi pare il caso.
Quindi che se la prenda il commissario, che se la prendano i concorrenti, che se la prenda Maroni, che se la prenda l’Unità ma qualcuno rimetta in aria Volare, per favore, che io ci voglio volare ancora.

Ah, e se poi beccaste chi si è imboscato i miliardi, una volta tanto...




22/11
2004

Aspettiamo PornoRambo, per favore

Il bello di vivere in un paese in costante stato di allucinazione lisergica è che per quanto rigida ed articolata sia una legge, con un minimo di fantasia si scopre sempre una scappatoia.
Ad esempio.
Al di là del fatto che essere sobri in Veneto costituisce quasi un reato, penso sia capitato a tutti di uscire una sera, bere qualcosa e mettersi al volante con il rischio di essere fermati e sottoposti all’inquietante test dell’alcool. Non proprio a tutti?
Okay, escludiamo astemi e persone prive di patente. Tutti gli altri.
Non occorre certo essere ubriachi marci; bastano, a seconda della serata, del fisico e della sorte*, un paio di birre ed uno spritz, roba che non ubriacherebbe neppure il criceto morto di mia sorella, per dire. Eppure esiste la possibilità che una fastidiosa paletta si frapponga tra te e la tua destinazione e che sadici uomini in divisa, dopo averti fatto soffiare dentro uno sgradevole tubicino di plastica, ti alleggeriscano di patente e soldi offrendoti in cambio un processo penale da affrontare (il che significa tempo ed ancora soldi) e retoriche paternali.

Bene, improvvisamente la minaccia del palloncino si è sgonfiata. A quanto pare è possibile pretendere che al test sia presente anche il proprio avvocato ed attenderlo per tutto il tempo necessario. Nel caso il pulotto non fosse d’accordo, o anche solo si dimenticasse di ricordarvelo, potrete sempre far annullare il test.

Non che sia proprio una rivoluzione per i diritti civili, ad essere sinceri. E non che... ehm... io sia mai stato in vita mia così incosciente da guidare completamente ubriaco, aggrappato al volante e con la vista bizzarramente sdoppiata (e qui parte la vocina: bambini, non fatelo, non c’è niente da ridere). Ma nel caso mai dovesse verificarsi una simile improbabile ipotesi, sarò felice di gustarmi la faccia che faranno quando dirò:
Dobbiamo aspettare il mio avvocato. Se tutto va bene si laurea quest’altr’anno.

Anche perché, conoscendolo, il mio avvocato sarà quasi sicuramente più ubriaco di me e non è escluso che in quello stesso momento sia piegato a vomitare dietro la volante.

* Sì, anche la sorte. Perché alla facciazza della scienza esatta è successo pure che un amico sia stato fermato cotto come una mela alla sagra della geriatria e si sia visto riscontrare un tasso alcolico pari a metà del massimo consentito. E’ stato quindi lasciato proseguire accompagnato dall’amorevole consiglio: "Si ricordi quanto ha bevuto stasera e lo consideri ampiamente dentro il limite."... Stessa persona, settimana dopo, rifacendo il test si è scoperto oltre il suddetto limite per aver mangiato un mon cherì dopo cena. Più o meno.


[Assolutamente sobrio ieri sono invece andato a trovare Joan Mirò. Poche foto dell’evento sono state pubblicate su Reality is a Crime.]




19/11
2004

Punto di vista

Per quanto ateo, anarchico & altro, rimango comunque una persona non priva di coscienza civica e certe forme radicali di lotta sociale non credo riuscirei a compierli serenamente. Non dico che non riesco a comprenderli o ad accettarli, solo che non riuscirei a compierli... non nuovamente, almeno. Del resto, i ventenni li hanno inventati apposta perché facciano quello che i ventisettenni sono troppo pigri per ripetere.

(chi ha urlato radical chic di merda? Vieni qui se hai coraggio, che ti faccio picchiare dal mio avvocato.)

Certo, andare a mangiare a scrocco all’Harry’s Bar di Venezia non sarebbe una cattiva idea... ma diciamoci la verità, se io solo provassi a mettere piede all’Harry’s Bar mi caccerebbero fuori a calci in culo, altro che famiglia Aspesa. Almeno finché non avrò finito di rinnovare il mio guardaroba anni Novanta. Poi il fatto che il conto sia stato fatto pagare al cameriere, ecco, non mi va giù, anche se i camerieri dell’Harry’s Bar guadagnano di sicuro molto più di quanto guadagni io.

Però.

Però il fatto che l’illustre Pansa tracci un netto rapporto consequenziale tra gli espropri proletari ed il terrorismo (su La Repubblica di Sabato 13 Novembre) mi sembra una vaccata. Il fatto che Pisanu divida il dissenso in tre caste (i "pacifici" dei Social Forum, i "più o meno" dei Disobbedienti ed i terroristi tout court) senza voler ammettere che non avendo mai dato ascolto alle richieste dei primi era inevitabile che qualcuno cercasse di "innalzare il livello dello scontro", è ridicolo. Certo, si tratta di atti incivili ed illegali, come dice il ministro, ma trascura di ammettere un dettaglio che di certo non gli sfugge.

Agli atti civili non è mai stato dato alcun peso, negli ultimi anni (se mai). Si è anzi tenuto a ribadire che gli atti civili sono solo una forma di protesta folkloristica, come ha dimostrato la totale mancanza di considerazione per l’enorme movimento contro la guerra in Iraq che si era sviluppato prima che questa iniziasse (discutibile, certo... ma pacifico, civile e completamente ignorato da chi ci governa). O come dimostrano decine di altri casi, alcuni tuttora in corso. In compenso, moltissimi comportamenti incivili o decisamente criminali sono stati resi legali, difesi ed incoraggiati, purché tornassero comodo a qualcuno.

Ha ragione, ministro Pisanu, qualcuno vuole alzare il livello dello scontro. Qualcuno sta facendo violenza, beffardamente e ripetutamente, spesso senza neppure bisogno di varcare il limite della legge solo perché quel limite lo tiene in mano e lo sposta a proprio piacimento in una direzione o nell’altra. Quel qualcuno mette bombe, insabbia indagini, impedisce i processi, scarcera criminali, picchia i contestatari, se la ride dei cittadini, mente, imbroglia, reprime, se necessario è pronto ad uccidere.

Per quanto non tutte le facce dall’altra parte della barricata ci possano piacere, la frustrazione che scaturisce nelle loro espressioni e nei loro comportamenti è, almeno per me, comprensibile.




11/11
2004

Invece

palestinaNon si alzerà da quel letto, non scaccerà gli sciacalli, non vedrà mai la sua terra libera ma continuerà a sognarla, forse.

E noi qui curiosi di sapere se ne potrà mai venir fuori qualcosa di buono, in fondo, o se come ci aspettiamo saranno solo parole, strette di mano e proiettili di carrarmato.




10/11
2004

Nessun collegamento tra i colpi di scena (alcuni sognati, altri no)

Guardo annoiato fuori dalla finestra. E’ già quasi notte, continua a piovere, mi immagino la faccia che farebbero gli avvoltoi che si affollano attorno a quella stanza d’ospedale a Parigi se Arafat d’un botto si alzasse dal letto e li mandasse sonoramente tutti a fare in culo, urlando altro che funerale di qui o di là. Ecco, non sarebbe male come conclusione per questa storia.

Invece il Presidente continua a sognare, e a noi tocca accontentarsi delle sorprese che passa il convento, come l’ennesima città rasa al suolo dagli americani, i francesi che si scatenano in Costa D’Avorio, i servizi segreti che bloccano le perquisizioni dell’antimafia o, per tenere i piedi fuori dal sangue, la finanziaria (a dir poco squallida) bloccata dall’opposizione grazie a trabocchetti da bambini dell’asilo.

Ecco, sì, questa è politica. Aspettano che la maggioranza sia distratta e si mettono d’accordo con il cellulare per andare tutti a votare in un certo momento, di nascosto. "Trappolone tecnico", lo chiamano. Sul serio, alle elementari mi sarei vergognato a fare una cosa del genere (non c’erano i cellulari quando io andavo alle elementari, ma il concetto spero sia chiaro). E invece loro no, non sono le pensano e le fanno, ma se ne vantano.
Bene, si tratta di salvarci dal Lestofante. Ma poi chi ci salverà da loro?
E poi. La vibrazione del mio cellulare non funziona, mi sentirei comunque discriminato e tagliato fuori dalla (vivace) scena politica del paese.

Niente di realmente sorprendente, in fondo.

[Non c’entra, ma nel frattempo il caro PornoRambo ha pubblicato sul photoblog le foto della festa di laurea di Grifo, per chi si chiedesse cos’è un papiro di laurea...]




9/11
2004

Potevamo stupirci con effetti speciali

Finalmente visibile su http://www.starwars.com il trailer del prossimo episodio (e ultimo, ci si augura almeno per i prossimi vent’anni) di Guerre Stellari, che poi adesso si dovrebbe dire StarUors all’americana per questioni di brand marketing. Il tanto atteso filmone uscirà solo a Maggio dell’anno prossimo, ma già ora la Lucas dimostra la propria filantropia diffondendo un primo "assaggio" affinché nessuno si dimentichi di mettere da parte i soldini per andare al cinema.

Mmm... Dovrei avervi già detto in passato che io sono un grande amante di questa saga, almeno per quanto riguarda la vecchia trilogia. Posto che non ve ne fregherà una ciabatta, vi rendo quindi partecipi del fatto che ho visto questo trailer, purtroppo senza audio a causa di problemi contingenti, e che non mi è dispiaciuto ma neppure esaltato particolarmente. C’è semplicemente tutto quello che ci si aspetta di vedere... armature nere, sguardi cupi, duelli, facce incazzate, meno robot e più alieni. Speriamo mantenga queste promesse e non si sciolga nel caramello come i precedenti due episodi, altrimenti davvero il cosiddetto regista dovrà iniziare a guardarsi le spalle.




8/11
2004

Sciopping (prossimamente al cinema)

Sabato mattina, apro l’armadio e ci trovo dentro soltanto il rumore del deserto e l’ego di Bruce Springsteen da me recentemente acquistato su eBay. Dietro, un maglione leggero di cotone acquistato per il matrimonio di mio fratello (anno domini duemila) e mai indossato perché non di mio gusto. Fuori, il nordest decide che può iniziare l’inverno.

Realizzo. Devo andarmi a comprare qualcosa da vestire.
Ragiono. Se il mio guardaroba si è assottigliato tanto, è perché non vado a comprare vestiti da anni, possibilmente.
Consapevolizzo. Io odio andare a comprarmi da vestire.
Ipotizzo. Potrei andare a bussare al convento dei frati e vedere se hanno avanzato qualcosa.
Concludo. Non ho voglia di vedere i kiwi* di sabato mattina, non mi restano alternative.

Mi lancio quindi nell’operazione di shopping, che date le circostanze assume proporzioni bibliche, tocca vette di epicità classica, rischia di tramutarsi in tragedia, scuote le coscienze, si eleva al cielo, sprofonda, santifica, sfinisce e commuove.

Scendo nell’abisso delle jeanserie tra adolescenti trasudanti ormoni non propri, mi perdo tra i labirintici scaffali, mi lascio sedurre da commessi e commesse con consumata indifferenza, ruggisco impotente e rabbioso contro prezzi e colori, lancio scariche elettriche da esaurimento nervoso nel raggio di cinque metri.

Incontentabile e inarrestabile, pur di non dover ripetere l’esperienza prima del prossimo millenium bug.

Arrivo a sera spossato, pieno di ferite economiche e nervose ma ricco di nuove preziose visioni del mondo. Ad esempio, la mia taglia non la tengono più perché negli ultimi anni la gente si è allungata. I cappotti costano come se fossero foderati di foglie di coca, e questo già sarebbe un buon motivo per emigrare verso i mari del sud. Esistono diversi modi di intendere le taglie di pantaloni, camicie, scarpe e tutto il resto; inoltre non è possibile trovare l’esatta combinazione cromatica di mio gradimento, specialmente nel reparto camicie. Tragedie.

La prossima volta che le pecore transiteranno sotto la mia finestra alle sei del mattino, mi dico, calerò una rete da pesca e ne rapirò un paio, così da risolvere almeno il problema dei maglioni.

Il fatto è, semplicemente, che io mi trovavo così bene all’epoca del grunge**.


* Dal dizionario Lusky - Resto del Mondo: I kiwi sono ovviamente i francescani, in quanto marroni e pelosi.

** Perfetto connubio tra gusti musicali, pigrizia e possibilità economiche (comunque non butto via niente, chissà che non torni di moda...)